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lunedì 21 gennaio 2019

Interviste a Carolina Crescentini

38 anni, 15 Aprile 1980 (Ariete), Roma (Italia)

L'attrice premiata a Taormina come migliore attrice non protagonista.

Carolina Crescentini, nastro d'argento e fulgido avvenire

Carolina Crescentini, nastro d'argento e fulgido avvenire Ha vinto il Nastro d’argento come miglior attrice non protagonista dell’anno, Carolina Crescentini. E il suo volto – gli occhi azzurri intensi, la bellezza non banale, la carica di seduzione che sprigiona – sono diventati sempre più vicini al pubblico. Un film dopo l’altro, Carolina Crescentini ha bruciato le tappe della popolarità. All’inizio fu Notte prima degli esami, poi Parlami d’amore di Silvio Muccino, poi tutto il resto. Adesso ci sono quattro suoi film che stanno per uscire. “Ma sono ancora un po’ stupita di essere qui, a fare questo mestiere meraviglioso”, dice.

Dopo il successo in TV, esce in sala Boris, la fuoriserie tutta italiana.

Il pesce rosso cambia acqua ma non perde il vizio

Il pesce rosso cambia acqua ma non perde il vizio “Dopo Lo Squalo un altro gigante del cinema”, annuncia la locandina. Chi è? È il pesce rosso più famoso d’Italia e si chiama Boris. Secondo il regista René Ferretti porta fortuna, ed è per questo che lo vuole sempre con sé, a casa e sul set. Dopo aver visto il film possiamo assicurare che è vero. Il balzo di Boris dalla boccia televisiva all’acquario del cinema ne preserva la natura e il colore, per la gioia dei fan della prima ora, ma lo rende anche perfettamente godibile per chi non conosce la serie, evitando di parlare esclusivamente il gergo degli iniziati. Storia tragicomica di un regista a cui viene sistematicamente impedito di fare un lavoro di qualità, Boris parla del nostro cinema e del nostro paese con il sorriso sulle labbra e la morte nel cuore, ma anche un po’ viceversa.
La conferenza stampa romana è stata interrotta e animata ad un certo punto da una manifestazione di precari, che allo slogan di “Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta” hanno annunciato che scenderanno in piazza il prossimo 9 aprile per affermare che la precarietà del lavoro e di vita è cosa insostenibile e che la parte dello stagista schiavo non è una parte che nessuno desideri interpretare a lungo. Gli autori del film, Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, e tutti gli attori presenti hanno subito solidarizzato con i manifestanti.

L'omaggio alle vittime di Nassirya diventa un film.

20 sigarette: un film per responsabilizzare

20 sigarette: un film per responsabilizzare A ureliano Amadei, unico civile sopravvissuto alla strage di Nassirya che costò la vita 19 italiani, ha trasformato il suo libro di memorie in un film, 20 sigarette. Un omaggio alle vittime, tutte chiamate con il nome e il cognome e presentate con grande rispetto e umanità, e un discorso sulla responsabilità. Il film, che parte come una commedia e cambia improvvisamente registro al momento dell'esplosione, è prodotto da Tilde Corsi e Gianni Romoli insieme con Claudio Bonivento e distribuito dall'Istituto Luce (quest'anno a Venezia con ben 8 titoli in catalogo, tra opere prime, seconde e documentari).
Nel film, Vinicio Marchioni interpreta Stefano Rolla, Carolina Crescentini l'amica Claudia e Giorgio Colangeli il regista Aureliano Amadei, una delle vittime.

Arriva a Natale nelle sale Astro Boy.

Arriva al Festival di Roma l'atteso lungometraggio d'animazione americano

lunedì 19 ottobre 2009 - Gabriele Niola da NEWS

Arriva al Festival di Roma l'atteso lungometraggio d'animazione americano Da fumetto giapponese a cartone animato americano la strada è lunga e ancora di più lo è da opera di nicchia anni '50 a blockbuster del 2009. I rischi legati ad Astro Boy sono tantissimi, molti dei quali risiedono anche nel doppiaggio italiano come sa bene chi ha visto straordinari lungometraggi d'animazione massacrati dall'edizione italiana.
A prestare le loro voci in questo caso ci sono (tra i noti) Silvio Muccino, Carolina Crescentini e il Trio Medusa. Non tutti loro sono o sono stati appassionati di animazione giapponese ma sentono comunque la gravità del peso di portare oggi e in Italia un classico che conta moltissimi appassionati. Gravità che li ha portati in molti casi ad un lavoro molto particolare sulla voce che tenga conto del fatto che non si tratta solo di un cartone per bambini ma di una vera opera per tutti.

Massimo Venier traduce per il cinema un libro-fenomeno allestendo una commedia articolata e godibile.

Generazione mille euro: la realtà sfaccettata e colorata dei "milleuristi"

Generazione mille euro: la realtà sfaccettata e colorata dei Dopo Santa Maradona e Tutta la vita davanti arriva Generazione mille euro (in uscita il prossimo 24 aprile in trecento sale italiane) che esplora l'universo precario dei neolaureati. Affetti dalla frustrazione causata dall'incertezza del futuro lavorativo, i protagonisti del film sono altrettanto intenzionati a trovare una possibile via d'uscita dalla sospensione d'animo. Tuttavia, il regista Massimo Venier non cerca di dare risposte o possibili soluzioni, piuttosto il tentativo (riuscito) è di raccontare con lucidità - e attraverso la commedia - il fragile stato in cui si trovano i giovani (e meno giovani) d'oggi.

Silvio Muccino debutta al cinema con Parlami d'amore, rischiosa scommessa sull'amore e sulla possibilità di essere felici.

Parlami d'amore e di cinema (francese)

Parlami d'amore e di cinema (francese) Forse è una coincidenza ma Silvio Muccino ha atteso che il fratello maggiore prendesse (letteralmente) un aereo per Hollywood, prima di debuttare alla regia. Meno scaltro e ammiccante del Gabriele emigrante, Parlami d'amore racconta di amore, di morte, di passioni, di amicizie, di tossicofilia e di (tossico)(poker)dipendenza, ma la debolezza del film non risiede nei temi trattati quanto nelle modalità stilistiche e visive con le quali il Muccino minore li ha affrontati. Un'opera prima che cerca, senza trovarla, ispirazione nel cinema francese della Nouvelle Vague, che non riesce a rivolgere lo sguardo oltre i margini dell'inquadratura. Incapace di cogliere di sorpresa lo spettatore, Parlami d'amore si limita a narrare, in maniera troppo scolastica, la vicenda sentimentale di un (giovane) uomo e di una donna, separati dagli anni, dalla paura e dal passato, che torna a chiedere il conto in una mano di poker. Come nel cinema di Gabriele, Silvio attore corre. Corre dietro alle donne, implora, urla, afferra, piange, minaccia e brandisce un martello. Come nel film americano di Gabriele, trova (con meno destrezza) la "felicità" dopo tanto patire e dopo tante affannose (rin)corse. Gabriele o Silvio resta il dubbio sulla qualità della felicità. Bisogna avere una faccia da poker per giocare, una di bronzo per girare (questo film). Passo.



Letto Numero 6

Regia di Milena Cocozza. Genere Thriller, produzione Italia, 2019.

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