Chi scriverà la nostra Storia

Film 2018 | Documentario +13 95 min.

Titolo originaleWho Will Write Our History
Anno2018
GenereDocumentario
ProduzioneUSA
Durata95 minuti
Regia diRoberta Grossman
AttoriJoan Allen, Adrien Brody, Jowita Budnik, Piotr Glowacki, Karolina Gruszka Jess Kellner, Wojciech Zielinski.
Uscitadomenica 27 gennaio 2019
DistribuzioneWanted
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Roberta Grossman. Un film con Joan Allen, Adrien Brody, Jowita Budnik, Piotr Glowacki, Karolina Gruszka. Cast completo Titolo originale: Who Will Write Our History. Genere Documentario - USA, 2018, durata 95 minuti. Uscita cinema domenica 27 gennaio 2019 distribuito da Wanted. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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La storia dell'archivio di Emanuel Ringelblum, un documento fondamentale per la storia dell'Olocausto. Al Box Office Usa Chi scriverà la nostra Storia ha incassato 12,7 mila dollari .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un film che produce e conserva memoria, un bene oggi purtroppo in disuso.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 19 ottobre 2018
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 19 ottobre 2018

Sessantamila pagine di diari, manifesti, fotografie e oggetti costituiscono il lascito dell’Oyneg Shabbes Archive (“La gioia del Sabbath”). Raccolti dal Dottor Emanuel Ringelblum nella Varsavia ebraica prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, durante l’occupazione nazista e fino alla rivolta del ghetto, sono stati studiati dal dottor Samuel Kassow. Questa docu-fiction è ispirata al suo libro e ne riporta anche la testimonianza diretta.

La cinematografia documentaristica contemporanea si ritrova a fare sempre più di frequente uso della fiction, cosa che a qualche purista potrebbe far storcere il naso.

In realtà si tratta di un mezzo assolutamente finalizzato all’obiettivo: produrre e conservare memoria, un bene oggi purtroppo in disuso. Il portare sullo schermo dei documenti senza sostenerli con una narrazione accattivante (nel senso positivo del termine) condurrebbe al raggiungimento di un’audience decisamente più limitata. Se invece, come in questo caso, si traducono in azioni l’effetto ha un’efficacia decisamente maggiore.

Il filo conduttore è qui rappresentato da Rachel Auerbach che è stata una personalità sopravvissuta alla caduta del ghetto (dove si dedicava non solo all’esercizio della critica in campo artistico ma anche a una mensa per i poveri) e che ha dedicato la propria vita alla conservazione del ricordo. Ciò che colpisce in quest’opera è la consapevolezza da parte ebraica del rischio dell’estinzione e della conseguente necessità di non permettere all’oblio di cancellare tutte le tracce.

Non è poi un caso che il lavoro di Roberta Grossman veda la luce dei proiettori proprio nel periodo in cui in Polonia si è tentato di far passare la cosiddetta “legge sulla Shoah” che prevedeva pene carcerarie fino a tre anni di reclusione per chi “pubblicamente e contro i fatti” associasse la nazione polacca all’Olocausto o si riferisse a “campi della morte polacchi”.

Quando l’attore che interpreta Abraham Lewin pronuncia il suo discorso (ritrovato nell’Archive) dinanzi all’uditorio del ghetto dell’epoca le sue parole, grazie alla fiction, acquistano ulteriore forza: “Questa sarà la nostra prova d’esame: se sotto la spessa coltre di ceneri la nostra vita non si sarà estinta questa sarà la testimonianza del trionfo dell’umano sull’inumano, che la nostra voglia di vivere è più forte della volontà di distruzione” obbligando chi ascolta a non dimenticare.

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GUARDA L'INIZIO
mercoledì 23 gennaio 2019
 

Nel novembre del 1940 i nazisti rinchiusero 450 mila ebrei nel ghetto di Varsavia. Un gruppo segreto composto da giornalisti, ricercatori e capi della comunità, guidato dallo storico Emanuel Ringelblum e conosciuto con il nome in codice Oyneg Shabes ("La [...]

TRAILER
lunedì 17 dicembre 2018
 

Sessantamila pagine di diari, manifesti, fotografie e oggetti costituiscono il lascito dell'Oyneg Shabbes Archive ("La gioia del Sabbath"). Raccolti dal Dottor Emanuel Ringelblum nella Varsavia ebraica prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, [...]

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lunedì 3 dicembre 2018
 

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