L'ultima ruota del carro

Film 2012 | Commedia 113 min.

Regia di Giovanni Veronesi. Un film Da vedere 2012 con Elio Germano, Ricky Memphis, Alessandra Mastronardi, Virginia Raffaele, Ubaldo Pantani. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2012, durata 113 minuti. Uscita cinema giovedì 14 novembre 2013 distribuito da Warner Bros Italia. - MYmonetro 3,07 su 61 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un viaggio nella storia italiana. Nella sua posizione "accanto al finestrino", Ernesto sarà testimone diretto del nostro paese. Il film ha ottenuto 3 candidature ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office L'ultima ruota del carro ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 2 milioni di euro e 839 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,07/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,70
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Il melodramma mascherato da storia nazionale, animato dall'energia di Germano, è il miglior Veronesi.
Recensione di Gabriele Niola
venerdì 8 novembre 2013
Recensione di Gabriele Niola
venerdì 8 novembre 2013

Ernesto Fioretti, figlio di tappezziere romano, tifoso della Roma, bambino, poi ragazzo, poi uomo e infine anziano per nulla diverso da qualsiasi altro italiano della sua età, attraversa 30 anni di storia del paese tra fatti personali e sociali: dominio e fine dei socialisti, ascesa berlusconiana, sogni di gloria di amici che non disdegnano di sporcarsi le mani o rifiutano di lavorare, amore sincero per la compagna di una vita e inevitabili malattie.
Per il suo film più audace, dotato di maggiori aspirazioni e nettamente più riuscito, Giovanni Veronesi è partito dal più casuale, umano e popolare degli spunti: la vera vita di Ernesto Fioretti (che appare brevemente nel ruolo del sacrestano), autista suo e di molti altri registi e attori del cinema italiano. Fioretti non ha avuto un'esistenza particolarmente eccezionale (questo è parte della forza della trama), come tutti ha attraversato le diverse fasi della storia italiana, come pochi (o almeno così vuole raccontare il film) ha vissuto gli alti e bassi della propria vita in coincidenza con gli alti e bassi del paese.
Di certo nel raccontare questa vita L'ultima ruota del carro procede con trovate ed espedienti di grana grossa, non vuole mai fermarsi sulle sottigliezze nè è interessato a una ricerca intellettuale sulle molte fasi politiche ed economiche che scandiscono i tempi del racconto (assieme alle partite dell'Italia e le formazioni della Roma, a ribadire una prospettiva assolutamente anti intellettuale). Non vuole operare nemmeno ponderate valutazioni sociologiche nè tantomeno catturare lo "spirito italiano", l'interesse degli autori appare essere umano, un amore sconfinato per gli ultimi e la loro ingenua semplicità, il sentimento principe della tradizione della commedia italiana (specie di quella più ambiziosa) che, cosa rara, stavolta appare sincero e coinvolgente. I semplicismi che da sempre vediamo nel cinema di Veronesi stavolta sono supportati da uno sguardo affettuoso e innamorato delle piccole cose sconosciuto ai precedenti film del regista.
Animato da una straordinaria energia vitale che scaturisce principalmente dal corpo energetico di Elio Germano, protagonista assoluto non tanto per ruolo o minutaggio quanto per capacità di far orbitare intorno a sè qualsiasi altro personaggio e condurre anche le scene più ordinarie con un afflato emotivo non comune, L'ultima ruota del carro vuole fare un racconto sentimentale più che cronachistico del periodo preso in esame, punteggia la trama con riferimenti precisi (dal ritrovamento del cadavere di Moro alle monetine lanciate a Craxi) e cerca di portare in scena in ogni istante ciò che tutto questo potesse significare per le persone più che i fatti. Questo tratto (il più "hollywoodiano" del film) è senza dubbio il meno riuscito, populista e non popolare, contro tutti i potenti in quanto tali e a favore della povera brava gente a prescindere e innamorato genericamente della grande arte simboleggiata dallo stereotipico pittore pop (sono più feroci, calzanti e stimolanti da questo punto di vista i molti altri film italiani che nell'ultimo decennio hanno rielaborato e raccontato gli anni '70, spesso appoggiandosi al corpo esile, perfetto per l'epoca, di Elio Germano). Al contrario quando il riflettore si sposta su Fioretti e il film rivela la sua ossatura di melodramma (non mancano i classici del genere come l'ospedale) le scene si fanno più ariose e anche il punto di vista schiacciato verso il basso, verso cioè le ultime ruote del carro, sembra davvero il migliore, l'unico buono per mettere in scena la vita per come si svolge, nel suo banale essere coinvolgente.
È quindi innegabile che una squadra solo parzialmente rinnovata abbia beneficiato molto al regista e sceneggiatore toscano. Il lavoro del solito Ugo Chiti e di Filippo Bologna (che hanno scritto con Veronesi la storia non senza un occhio ad alcuni punti di forza di C'eravamo tanto amati), la fotografia desaturata di Fabio Cianchetti (molto in linea con la maniera in cui il nostro cinema sta rappresentando quegli anni, tra macchina a mano e focale lunga) e infine il montaggio di Patrizio Marone (un esperto del genere già apprezzatissimo per il ritmo impresso alla serie Romanzo Criminale), mettono in scena l'epopea semplice e priva d'ambizioni di Ernesto Fioretti con un afflato sconosciuto ai precedenti film di Veronesi, lasciando emergere quel buono che in passato rimaneva schiacciato da una messa in scena sciatta e svogliata. Non che lo stile del regista non sia comunque riconoscibile ma la nuova veste per un nuovo tipo di storia (mai Veronesi aveva voluto essere così serio con i suoi film) è innegabilmente ben tagliata.

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L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 17 novembre 2013
Alex2044

Un bel film. Una piccola storia d'Italia tenera e sincera . Bravo il regista , è forse il suo miglior film, bravi tutti gli attori che se la giocano ad armi con i migliori caratteristi americani .Menzione speciale e mezzo voto in più per Elio Germano degno del ricordo del miglior Manfredi . Insomma un film che si può vedere senza rimpianti .

venerdì 15 novembre 2013
Lorenzo Rulfo

Iniziamo dalla fine: la camera dissolve in nero e sullo schermo appare la scritta "Ernesto Fioretti ritiene che la sua storia debba diventare un film". Ecco. Perché per centododici minuti veniva abbastanza naturale domandarsi che cosa Giovanni Veronesi stesse cercando di dire attraverso la pellicola (sceneggiata, fra gli altri, da un maestro della parola quale Ugo Chiti).

domenica 24 novembre 2013
ralphscott

Esco dalla sala pensando all'epilogo catartico sulla discarica,immagini di fotre presa. Il nostro povero Eugenio sembra farsi una ragione del suo destino di anima pura tra faccendieri ed edonisti,anche quando credeva che la fortuna stesse per sorridergli. A dire il vero,nel corso della vita,non subisce,se non marginalmente,le lusinghe del facile successo.

lunedì 18 novembre 2013
Filippo Catani

Un traslocatore vede intrecciarsi le proprie vicende con quelle che hanno fatto la storia dell'Italia a partire dagli anni '70 fino ad oggi. Da una storia vera. Senza il minimo dubbio il sottotitolo di questo film potrebbe essere il coraggio di essere e rimanere onesti in Italia. Infatti il protagonista proverà sulla propria pelle la fatica di un lavoro usurante al prezzo di portare pochi soldi in [...] Vai alla recensione »

domenica 1 dicembre 2013
FabioFeli

L’ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi Ernesto (il bravissimo Elio Germano) è un ragazzo romano come tanti con un destino già segnato; si sente ripetere fin da piccolo dal padre autoritario (Massimo Wertmuller), che lui occupa l’ultimo posto nell’universo. Il suo destino pare già scritto: lavorerà con il padre come tappezziere e come factotum nel restauro di appartamenti, col dovere di prendersi [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 novembre 2013
Rescart

Come se volesse appendere sulla parete del grande schermo il dipinto di un epoca che copre un arco di quarantacinque anni, Veronesi pianta due chiodi ben saldi sul muro della storia: l’omicidio di Aldo Moro ad opera delle brigate rosse e l’accoglienza a suon di monetine riservata a Bettino Craxi in uscita dall’Hotel Rafael, graziato dal Parlamento ma non dalla piazza, a dispetto della [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 novembre 2013
ScoutFinch

Devo dire, a mente lucida, che non ho avuto l'impressione di trovarmi di fronte ad un capolavoro. Eppure, ai titoli di coda, mi sono ridotta giocoforza ad asciugare qualche lacrimuccia impertinente. L'Ultima Ruota Del Carro parla di noi. Parla di noi attraverso la voce di un Germano sublime, proiettandoci verso l'ascesa veloce alla vecchiaia, dove l'unica chance di sopravvivenza è l'amore (non solo [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 aprile 2014
Alexander 1986

Ernesto Marchetti (un bravissimo Elio Germano) convive per tutta la vita con il desiderio di smentire la nomea di 'ultima ruota del carro' affibbiatogli da bambino nientepopodimeno che dal padre. Si dà quindi da fare tra mille lavori - uno più improbabile dell'altro - e mette su famiglia a propria volta. La sua piccola vicenda si incastona nel grande scenario dei cambiamenti sociali dell'Italia dagli [...] Vai alla recensione »

mercoledì 18 novembre 2015
Marco Petrini

Non penso che lo si possa definire certo un capolavoro. Offre lo spaccato di una vita quasi normale, al limite della banalità (tranne la fine) di un cittadino italiano, immerso negli ultimi quarantanni della vita nel nostro paese. Poteva essere meglio, certo, ma anche la storia della nostra nazione, dove il protagonista è immerso, poteva essere più esaltante.

giovedì 19 marzo 2015
goldiewilson

Innanzitutto grande Germano come al solito, a suo agio nei ruoli "proletari", come già visto in Padroni di casa e La nostra vita. Splendido nell'esprimere il dolore nella scena del funerale dell'amico pittore. A questo giro mi è sembrato che la sua profondità interpretativa sia ulteriormente cresciuta. Che possa raccogliere l'eredità di quell'Alberto Sordi che subiva gli eventi ed il potere come in [...] Vai alla recensione »

lunedì 2 marzo 2015
ultimoboyscout

Vita, lavoro, avventure e guai di un onesto italiano medio, traslocatore e autotrasportatore romano che attraversa l'Italia degli ultimi quarant'anni, un Paese in continuo cambiamento. Veronesi lascia Filmauro per realizzare assieme a Warner Bros un film popolare col quale riflettere sulla storia nostrana, puntando su una storia vera, quella di Ernesto, uomo puro e un po' ingenuo.

sabato 10 gennaio 2015
Cinecinella

Commedia intimista tutta italiana, questo è uno dei film più riusciti di Veronesi. Lo sguardo è rivolto alla storia del personaggio Ernesto, alla sua vita, a sua moglie, ai suoi amici. La trama è scorrevole, molto bella la fotografia. Il regista si sofferma a tratti su alcuni eventi storico politici italiani ma senza indugiare inultimente lasciandoli da sfondo come è [...] Vai alla recensione »

domenica 17 novembre 2013
Sippetta94

Ho visto questo film proprio ieri pomeriggio e già ho voglia di rivederlo. Io fino agli anni 80 non c'ero (sono del '94), conoscevo gli avvenimenti storici rievocati da questo film, ma non conoscevo la mentalità italiana di quei tempi. Grazie a questo film ho avuto modo di comprenderla, di comprendere il valore della famiglia (che oggi va scemando sempre più), di comprendere quanto la fortuna possa [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 novembre 2013
FVM56

Tanti sono i temi affrontati da Giovanni Veronesi in questo suo nuovo film: l’amicizia, la malattia, il ruolo della famiglia e, soprattutto, la recente storia italiana, fatta di violenza e lavoro, sogni e raccomandazioni, osservata con malcelata ed inefficace ambizione sociologica. Diversi sono gli attori impegnati per mettere in scena il racconto, al fine di affiancare il protagonista Elio Germano: [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 novembre 2013
Macelleria Marleo

Chissà se lo hai visto Nostalghia di Tarkovskij e il monologo gridato dal folle: bisogna riempire gli orecchi e gli occhi di tutti noi di cose che siano all’inizio di un grande sogno, qualcuno deve gridare che costruiremo le piramidi non importa se poi non le costruiremo, bisogna alimentare il desiderio, dobbiamo tirare l’anima da tutte le parti come se fosse un lenzuolo dilatabile all’infinito.

lunedì 18 novembre 2013
Flyanto

 Film in cui, attraverso la vita di un uomo comune (interpretato da Elio Germano), si ripercorre la storia dell'Italia nell'arco di tempo che và dagli anni '70 ai giorni nostri. In questi decenni vengono presentati così gli avvenimenti più salienti nonchè i costumi dell'epoca che fanno da sfondo alle vicende del protagonista che vediamo prima innamorato, [...] Vai alla recensione »

domenica 17 novembre 2013
stellab

Un film molto noioso, esci dalla sala e dici " ma chi se ne frega di questa storia". Germano sempre bravo, peccato il ruolo piatto non gli renda giustizia, la mastronardi imbarazzante, ci riporta alle atmosfere mediocri della fiction di basso livello, menphis può fare meglio. probabilmente veronesi è più adatto al comico made de laurentis

giovedì 14 novembre 2013
melania

Mi è piaciuto moltissimo,trama interessante ma anche tenera;eccellente Elio Germano nel suo ruolo di Ernesto Marchetti,un personaggio amabile,dolce,un po'ingenuo....

venerdì 15 novembre 2013
giba62

Finalmente un bel ritratto della gente comune!

mercoledì 13 novembre 2013
Masseriaprosperi

L'ultima ruota del carro: una bellissima commedia italiana che tra risate e lacrime vi emozionerà andate a vederlo.

lunedì 18 novembre 2013
Sippetta94

vedetelo, è bellissimo e merita!! bravissimi tutti gli attori, messaggio splendido!

mercoledì 20 novembre 2013
Pasquiota

Di pellicole che ripercorrono gli ultimi trenta-quarant'anni della nostra storia ne sono uscite parecchie, ciascuna con i loro pregi e difetti. Ma questa di Veronesi lascia un margine di imbarazzo, per la mancanza di spessore dei temi trattati. La storia e la cronaca d'Italia scorrono sotto traccia, senza avvincere e convincere, così come alcuni personaggi rimangono poco credibili [...] Vai alla recensione »

domenica 17 novembre 2013
Guglia74

Film molto carino e ben fatto che racconta la storia contemporanea di un uomo comune. I tempi sono giusti e anche le musiche sono carine.

giovedì 21 novembre 2013
Wallyalcinema

mercoledì 27 novembre 2013
esuberante sognatrice

Prima di tutto devo elogiare un fantastico e insuperabile Elio Germano, un attore versatile capace di interpretare qualsiasi ruolo gli venga proposto. Il film racconta l' Italia dagli anni '60 fino ai giorni nostri tramite gli occhi di una persona comune, gli occhi  più veri della società. Il film scorre in modo piacevole, fa ridere e nello stesso tempo fa riflettere su di [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 novembre 2013
pressa catozzo

Ottimo è troppo - discreto lo ritengo riduttivo. Di solito nei titoli di coda appare la dicitura; Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale. In questa opera .... aimè ci consola solo il fatto che le opere sono state concesse da Mimmo Palladino. Buona visione.

mercoledì 20 novembre 2013
Macelleria Marleo

 Chissà se lo hai visto Nostalghia di Tarkovskij e il monologo gridato dal folle: bisogna riempire gli orecchi e gli occhi di tutti noi di cose che siano all’inizio di un grande sogno, qualcuno deve gridare che costruiremo le piramidi non importa se poi non le costruiremo, bisogna alimentare il desiderio, dobbiamo tirare l’anima da tutte le parti come se fosse [...] Vai alla recensione »

martedì 19 novembre 2013
Dana Scully

Come già altri hanno fatto notare, il film di per sè sarebbe stato appena discreto se non fosse per l'interpretazione semplicemente stra- or-di-na-ria di Elio Germano: mai sopra le righe (a differenza di un fastidiosissimo e macchiettistico Rubini, o dello sgradevole Haber), riesce comunque sempre a trasmettere la natura semplice, pulita e onesta del suo personaggio - che chiede solo [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 novembre 2013
Cavedano

Sono rimasto deluso dal film, potenzialmente poteva essere un grande storia ma alla fine rimane ben poco. Ottima, come al solito l'interpretazione di Elio Germano.

lunedì 18 novembre 2013
Nino Pell.

"L'ultima ruota del carro" è un film la cui trama narra la storia di Ernesto Fioretti, un italiano medio, onesto, semplice e quindi totalmente diverso rispetto ad una buona parte di questa nostra società fatta di ambizioni individualiste e di tante azioni fatte sottobanco. Gli ultimi 30 anni di esistenza di questo protagonista, dalla sua giovane età di ventenne a quella di sessantenne, sono contornati, [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 dicembre 2013
Canni82

....essere onesti e brave persone nella vita non significa essere l'ultima ruota del carro!!! Bravo Veronesi

lunedì 18 novembre 2013
Wounded Knee

Un film italiano che non "deve" far ridere per "dover" fare cassa, ogni tanto succede! Anche se l'insieme mi ha ricordato: sia "La prima cosa bella" che "La meglio gioventù", due film superiori un po in tutto, è comunque un incrocio di due film di grande levatura. I temi trattati sono comunque gli stessi in parte, lo schema narrativo risulta essere anche lo stesso.

domenica 17 novembre 2013
poldino85

questo è un film che mi ha lasciato seduta in poltrona anche quando sono partiti i titoli di coda.molte le riflessioni e le emozioni che suscita,per questo merita un voto pieno.

venerdì 6 dicembre 2013
Maria

Temevo la solita commedia più o meno gradevole o più o meno sfilacciata. Ho trovato invece un film serio, interessante, che, nonostante qualche superficialità nella sceneggiatura e in alcuni aspetti tecnici, riesce a costruire personaggi intensi e a toccare senza retorica e senza presunzione vari aspetti della storia italiana, con alcuni momenti di grande intensità.

venerdì 6 dicembre 2013
Kowalski86

Ottmo film italiano. Veronesi non sbaglia nulla (o molto poco) e confeziona un film ben fatto e curato, bella fotografia e colonna sonora azzeccatissima. La vera forza del film è negli attori, tutti bravissimi, sopratutto Haber e Germano. Haber eccezionale nella sua interpretazione, coinvolgente e mai banale. Di Germano che dire, a mio parere il migliore attore italiano attualmente.

domenica 1 dicembre 2013
micol68

Un ottimo cast, spunto indovinato, ma alla fine si esce dalla sala con in bocca il sapore di un'occasione colta a metà. Peccato Veronesi, l'ambizione c'era, e si vede, ma il risultato è inferiore alle aspettative. Comunque un Elio Germano strepitoso (come sempre), una misurata Alessandra Mastronardi e un sempre efficace Haber non ci fanno rimpiangere le due ore trascorse in [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 gennaio 2014
BARONE DI FIRENZE

Storia meravigliosa, si ride e si piange, gli attori  Germano, Menphis e la mastonardi hanno recitato da Dio, Haber nella sua parte di artista trucido ha superato se stesso. Film da vedere soldi e tempo speso bene.

venerdì 15 novembre 2013
lelegiamma

...Visto stasera !!!...mi ha ricordato episodi di vita vissuta: piacevole e veramente uno spaccato degli anni in cui è ambientato ben ricostruito! una bella storia...da consigliarne la visione agli amici..

domenica 23 novembre 2014
Camillo Triolo

Se il cinema italiano non può fare di meglio e non può dare di più, non è detto che dobbiamo per forza mettere una stellina in più, ne che dobbiamo sforzarci di trovarvi significati e pregi che non ci sono. Ancor più banale e ridicolo è il tuffarci in voli pindarici di vuoti osanna per un film che definire mediocre e fargli un immeritato complimento. Volern [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 dicembre 2014
jackiechan90

Una storia semplice ma ben realizzata giocata tutto sulla bravura degli attori(su tutti Elio Germano). Una storia che abbraccia un periodo preciso della nostra storia (dagli anni 60 fino ai primi anni 2000) con un protagonista che potrebb essere uno qualunque delle persone vissute in quell'epoca. Un'anti-biopic oppure un biopic dove i sensazionalismi, gli accenti tragici ed epici, le trovate [...] Vai alla recensione »

martedì 18 marzo 2014
gigin1002

Da tre anni a questa parte ho notato un notevole cambiamento (in meglio) del cinema italiano. Questo è uno dei film buoni. Attori ritrovati come Richy Memphis e Valeria Mastronardi.Veronesi racconta (da bambino fino a vecchio) la vita di Ernesto attraversando anche la politica( la fine dei socialisti e l'inizio dell'epoca di Berslusconi),la malattia, la famiglia e la violenza.

venerdì 3 gennaio 2014
giorgio47

Di questo film posso solo dire che è brutto al limite del sopportabile e che a leggere alcune critiche viene da pensare se io ho visto un altro film!

domenica 15 dicembre 2013
Dott. Manhattan

Film incolore, insipido e noioso. Il regista attraverso gli occhi di una persona semplice racconta gli ultimi 40 anni di storia dell'Italia che fanno da sfondo al racconto della vita del protagonista e della sua compagna. L'inizio è promettente ma proseguendo nella visione, tra uno sbadiglio e l'altro, ti domandi dove voglia arrivare il regista, quale messaggio voglia comunicare, [...] Vai alla recensione »

domenica 17 novembre 2013
Maurizio.Meres

Buon film che ci fa rivivere marginalmente quarant'anni d'Italia ,vista attraverso la vita quotidiana di gente comune,lui Germano figlio incompreso con un padre padrone lei semplice e ordinaria che si s'innamora quando l'amore era un sentimento puro il finale ne e' un raro esempio.Ritengo che attualmente al cinema le storie di gente comune come questa se non sono integrate da scandali [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 novembre 2013
Alessandro

Una meravigliosa prova di tre grandi attori che ci fanno rivivere l'Italia dagli anni 70 ad oggi.Una storia che racconta una storia d'amore semplice e per questo unica.

giovedì 14 novembre 2013
Masseriaprosperi

ALTRO CHE FILM............ ANDATE A VEDERLO

mercoledì 20 novembre 2013
MAMMUT

Film che fa riflettere, specialmente l'ultima scena. Bravo veronesi, con manuale d'amore e italians m'ero fatto un'altra opinione sulla bravura del regista. Invece... Effettivamente anni fa c'erano altri valori, oggi solo soldi ecc. Gran film

sabato 16 novembre 2013
no_data

Mi domando, perchè gli americani riescono a tirare fuori da semplici storie dei grandi film e noi invece impegnamo ben tre sceneggiatori per avere poi "IL POSTO AL SOLE", cinematografico? Un film francamente inutile, un furto di biglietti del cinema che non garantisce nemmeno la sguaiata volgarità romana che tanto fa ridere. Ma chi se ne frega della vita di Ernesto Fioretti! [...] Vai alla recensione »

domenica 1 dicembre 2013
djfilippo

Ancora con questi film italiani...! Andate a zappare la terra...! Se questo è recitare Ovvio che non l'ho visto!

mercoledì 20 novembre 2013
gretasantarelli

Solo una parola... MERAVIGLIOSO!

Frasi
iI cinesi c'hanno tanto riso e non sanno fare nemmeno i supplì!
Una frase di Giacinto (Ricky Memphis)
dal film L'ultima ruota del carro - a cura di Antonio Venditti
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Valerio Caprara
Il Mattino

Se «Italians» o «Manuale d'amore» non l'avevano avvicinato a Risi o Monicelli, l'atto di contrizione effettuato da Giovanni Veronesi per essere ammesso nei piani alti del cosiddetto cinema d'autore ha finito col peggiorarne lo status. Gli ultimi cinquant'anni nostrani ricostruiti in ottica di commedia agrodolce in «L'ultima ruota del carro» appaiono un mix di siparietti e battute impregnati di qualunquismo [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Piacevole, dolce amara commedia, che racconta trentasei anni di storia italiana, dal '77 a oggi, attraverso gli occhi di un uomo semplice e onesto. Il timido tappezziere Ernesto, marito della dolce Angela (Alessandra Mastronardi), non ha ambizioni, gli basta quel poco che ha, anche se cambia spesso mestiere. I grandi eventi Lo sfiorano soltanto: voglio vivere così, col sole in fronte.

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Svolta di Giovanni Veronesi dopo i fortunati Manuali d'amore. Con un conto aperto con l'ambizione di porsi continuità con la zampata comica toscana alla Monicelli di Amici miei, contraddetta da una vena più prossima alla schietta evasione vanziniana. L'ultima ruota del carro è un bel film dal sapore classico, nutrito di devozione - simile al corregionale Virzì - verso alcuni esempi di commedia italiana [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Ernesto (Germano, ottimo come sempre) cresce senza la stima del padre nella Roma popolare dei 60. Di animo sensibile e tenacemente innocente, il Candido rimane sposato con l'amica d'infanzia Angela (Mastronardi) e fedele all'amico del cuore Giacinto (Memphis) fino a tarda età, mentre non smette di cambiare lavoro attraversando gli anni fino ai nostri tempi.

Alberto Crespi
L'Unità

Verifica interessante quella che attende «L'ultima ruota del carro»: si vedrà se la partecipazione al festival di Roma può giovare a un film, e si vedrà se Giovanni Veronesi (regista della serie di Manuale d'amore) «chiama» il pubblico al botteghino anche senza la Filmauro di Aurelio De Laurentiis. Il nuovo film è prodotto dalla Fandango e distribuito dalla Warner: le premesse per non sparire nel nulla [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
martedì 17 dicembre 2013
Rossella Farinotti

La ricchezza per elevarsi ha bisogno dell'arte. Altrimenti sono solo soldi". Questa è una delle citazioni che Alessandro Haber, con il modo un po' rude e diretto tipico dell'artista, enuncia al protagonista.

VIDEO
martedì 5 novembre 2013
 

Ernesto (Elio Germano), è un uomo semplice che tenta di seguire le proprie ambizioni senza però mai perdere i valori veri della vita. Tappezziere, cuoco d'asilo, traslocatore, autista, comparsa del cinema.

NEWS
giovedì 3 ottobre 2013
 

Sarà L'ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi ad aprire Fuori Concorso l'ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, che si svolgerà dall'8 al 17 novembre presso l'Auditorium Parco della Musica.

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