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giovedì 17 gennaio 2019

Julia Roberts

L'attrice più popolare d'America

Nome: Julie Fiona Roberts
51 anni, 28 Ottobre 1967 (Scorpione), Smyrna (Georgia - USA)
occhiello
Come va?
Bene.
E come stai?
Bene.
È da quando siano partiti che mi dici solo bene. Non potresti cambiare parola?.
str***o.
Andava meglio "bene".

dal film Pretty Woman (1990) Julia Roberts è Vivian Ward
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Julia Roberts
Golden Globes 2019
Nomination miglior attrice in una serie televisiva drammatica per il film Homecoming di Sam Esmail

Razzie Awards 2017
Nomination peggior attrice per il film Mother's Day di Garry Marshall

BAFTA 2014
Nomination miglior attrice non protagonista per il film I segreti di Osage County di John Wells [I]

Golden Globes 2014
Nomination miglior attrice non protagonista per il film I segreti di Osage County di John Wells [I]

Premio Oscar 2014
Nomination miglior attrice non protagonista per il film I segreti di Osage County di John Wells [I]

Golden Globes 2010
Nomination miglior attrice in un film brillante per il film Duplicity di Tony Gilroy

Golden Globes 2008
Nomination miglior attrice non protagonista per il film La guerra di Charlie Wilson di Mike Nichols

Golden Globes 2001
Premio miglior attrice per il film Erin Brockovich - Forte come la verità di Steven Soderbergh

Golden Globes 2001
Nomination miglior attrice per il film Erin Brockovich - Forte come la verità di Steven Soderbergh

Premio Oscar 2000
Nomination miglior attrice per il film Erin Brockovich - Forte come la verità di Steven Soderbergh

Premio Oscar 2000
Premio miglior attrice per il film Erin Brockovich - Forte come la verità di Steven Soderbergh

Golden Globes 2000
Nomination miglior attrice per il film Notting Hill di Roger Michell

Golden Globes 1998
Nomination miglior attrice per il film Il matrimonio del mio migliore amico di P.J. Hogan

Golden Globes 1991
Premio miglior attrice per il film Pretty Woman di Garry Marshall

Golden Globes 1991
Nomination miglior attrice per il film Pretty Woman di Garry Marshall

Golden Globes 1990
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Fiori d'acciaio di Herbert Ross

Golden Globes 1990
Premio miglior attrice non protagonista per il film Fiori d'acciaio di Herbert Ross

Premio Oscar 1990
Nomination miglior attrice per il film Pretty Woman di Garry Marshall

Premio Oscar 1989
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Fiori d'acciaio di Herbert Ross



L'attrice racconta con Sam Esmail la serie che la vede protagonista, dal 2 novembre su Amazon Prime Video.

Julia Roberts: «Homecoming? La scelta migliore per il mio esordio nella serialità tv»

martedì 30 ottobre 2018 - a cura della redazione cinemanews

Julia Roberts: «Homecoming? La scelta migliore per il mio esordio nella serialità tv» La serie di Amazon Prime Video Homecoming ispirata a un podcast con Catherine Keener è l'opera più recente di Sam Esmail, il creatore della serie Mr Robot. Dieci puntate per arrivare al cuore di un mistero che debuttano sulla piattaforma digitale il 2 novembre, un thriller psicologico tutto basato sui personaggi e la loro disamina. Esmail ha voluto come protagonista Julia Roberts, nei panni dell'operatrice sociale Heidi, chiamata da una misteriosa organizzazione a lavorare con un gruppo di veterani di guerra bisognosi di riabilitazione psicologica. L'attrice di popolari commedie cinematografiche come Il matrimonio del mio migliore amico e Se scappi ti sposo, l'iconica prostituta Vivian di Pretty Woman si era già cimentata con questo genere - basti ricordare Il rapporto Pelican - ma non con la serialità. Homecoming segna il suo debutto - "Perché non l'ho fatto prima? Nessuno me lo aveva proposto!" ha commentato ironicamente - come attrice in una serie di cui, tra l'altro, è anche produttrice: "Il mondo di oggi è un luogo completamente differente rispetto a trent'anni fa, anche per gli attori. E anche io mi trovo in una posizione diversa, per cui ho la possibilità di essere coinvolta in più cose" ha replicato.

Ecco cos'altro ci hanno raccontato Julia Roberts e Sam Esmail.

Homecoming è un thriller paranoico che ricorda molto i film sulle teorie della cospirazione degli anni '70: sente di dovere qualcosa ad Alan J. Pakula e Brian de Palma?
Sam Esmail: Quando ho ascoltato per la prima volta il podcast, ciò che mi ha colpito maggiormente è stata proprio l'atmosfera oppressiva di paranoia che lo permeava e il fatto che si concentrasse molto di più sui personaggi che sull'intreccio. De Palma è una delle ragioni per cui ho deciso di fare il film maker e mi capita spesso di riguardare i suoi film ossessivamente perché contengono una scena specifica o una specifica ripresa. Se poi penso ai thriller politici di Pakula, a Una squillo per l'Ispettore Klute o Perché un assassinio, e alle iconiche musiche di Michael Small, beh, quelli erano capolavori e quando mi si è presentata l'occasione di realizzare Homecoming ho cercato di catturare quei toni. Questo decennio ha in più che la tecnologia, da un punto di vista sociale, contribuisce a dare un senso straniante di paranoia, qualcosa che si percepisce nell'aria e che si connette molto bene con il genere.

Di Homecoming non è solo attrice ma anche produttrice.
Julia Roberts: La mia compagnia di produzione - penso sappiate che ho una mia compagna di produzione - mi ha dato grandi soddisfazioni. Quando sei un'attrice, il tuo livello di partecipazione è limitato: arrivi quando i giochi sono fatti, e ovviamente non hai la visione completa di tutto quello che succede. È interessante, invece, fare parte della conversazione, sapere cosa succede prima che inizino le riprese, partecipare alle operazioni che regolano la creazione di un film molto prima delle riprese. Com'è essere una produttrice donna oggi rispetto a un uomo? Non lo so, non sono mai stata un produttore uomo, ma penso di avere sempre ragione. Sì, non posso esserne sicura al 100% ma di solito è così.
? ?

Julia Roberts e Javier Bardem tornano nella capitale del "mangia".

Mangia Prega Ama: tre comandamenti per una nuova vita

venerdì 17 settembre 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

Mangia Prega Ama: tre comandamenti per una nuova vita Dimenticate le quarantenni tutte edonismo e gioia di vivere di Sex & The City. Alle nuove scrittrici newyorkesi di successo non bastano le avventure con giovani attori off Broadway e una sessione di chiacchiere a colazione per superare una crisi esistenziale. La nuova terapia prevede invece un viaggio intorno al mondo alla riscoperta di se stessi e del piacere legato ai bisogni primari del corpo, dello spirito e del cuore. Mangia Prega Ama sono i tre comandamenti che si è imposta la scrittrice americana Elizabeth Gilbert per trovare la propria identità smarrita in seguito a una crisi di matrimonio. Attraverso il cibo italiano, la spiritualità induista e un amore inatteso a Bali, Gilbert ha trovato non solo se stessa ma anche un grande successo letterario che è poi diventato un film con Julia Roberts, Javier Bardem e Richard Jenkins. I tre protagonisti più il regista Ryan Murphy (Correndo con le forbici in mano, più vari episodi delle serie Glee e Nip/Tuck) sono tornati su uno dei luoghi del "delitto" per presentare la loro visione un po' d'antan dell'italianità, dell'induismo e della società indonesiana al pubblico romano. Il quale, fra corsi di espressioni gestuali e filosofia del "dolce far niente", ne esce davvero come il popolo del "magna".

Terza volta a Roma in cinque anni. Qual è il rapporto con la città?
Julia Roberts: Dopo le riprese di Ocean's Twelve e Duplicity, ormai per me questa città non conserva più il mistero e le curiosità di quando mi ci sono addentrata la prima volta. Tuttavia, in questo film assume un ruolo particolare, diventando il luogo del piacere e della riscoperta dei sapori del percorso di Liz Gilbert. D'altronde il vostro cibo squisito è senza dubbio uno dei protagonisti del film e, anche se non ho preso così tanti chili da potermi definire "cinematograficamente" grassa, ero molto sollevata all'idea che in India avremmo indossato abiti e tuniche larghe. Non posso dire però di conoscere altrettanto bene Napoli, dove abbiamo effettuato il viaggio più veloce della storia: siamo arrivati, mi sono mangiata circa sette pizze e poi siamo ripartiti.

Cosa ha visto nel libro di Elizabeth Gilbert?
Julia Roberts: Lo lessi subito, appena uscito e lo trovai una fantastica lettura fantastica. Leggendolo si impara davvero ad apprezzare gli aspetti umani di questa donna, l'accettazione delle proprie frustrazioni e il coraggio di una scelta radicale che la porta a imbarcarsi in un viaggio di un anno da sola. Il mio coinvolgimento nel film è dovuto a queste emozioni, a una bellissima sceneggiatura all'idea che avremmo girato nei veri luoghi del racconto. È una scelta sempre più rara a Hollywood, ma era assolutamente fondamentale per descrivere realisticamente tutte le emozioni del percorso della protagonista.

Si è immedesimata completamente nella vita della protagonista?
Julia Roberts: Non posso dire di aver vissuto una crisi simile a quella di Liz Gilbert. Ho la fortuna di fare un mestiere che ti permette di essere sempre qualcun altro, di interpretare varie persone e differenti stati d'animo, quindi è davvero difficile stancarsi e perdere passione per questo. Tuttavia ci sono delle tappe nella vita in cui tutti arriviamo a un punto cieco e a porci delle domande esistenziali. Come la fine del percorso di studi, o il momento in cui si compiono trent'anni. Sono momenti in cui viene spontaneo tirare un bilancio, cercare di capire un po' se stessi e intraprendere una sfida esistenziale.
Posso dire però che anche la mia vita si costruita di grandi incontri. Oltre agli incontri personali, ho vissuto di grandi amicizie professionali. Senza dubbio fra queste c'è Garry Marshall, con il quale ormai si è creato un grande rapporto d'affetto. Poi c'è Steven Soderbergh, un grande talento, una persona dotata di una straordinaria sensibilità artistica. Poi senza dubbio direi anche Mike Nichols, uno dei più grandi registi viventi.

Tony Gilroy torna dietro la macchina da presa per mettere in scena una (romantica) storia di spie industriali.

Duplicity: complicità e sospetti

martedì 24 marzo 2009 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Duplicity: complicità e sospetti A cinque anni dalla torbida relazione che li ha visti protagonisti di Closer, Clive Owen (che secondo alcuni è dotato dello stesso fascino e carisma di Cary Grant) e Julia Roberts (una delle cinquanta donne più belle al mondo) tornano ad affiancarsi in un film che mette in luce le intricate vicende del controspionaggio industriale. Duplicity racconta di una guerra fredda che si svolge a Manhattan tra due multinazionali concorrenti. Al centro dello spy caper - firmato dallo sceneggiatore e regista Tony Gilroy - si muovono, a passi felpati, due spie industriali che s'avventurano in una storia d'amore clandestina mentre lottano sui fronti opposti di una battaglia aziendale all'ultimo sangue combattuta con la stessa tenacia e le stesse complessità di una guerra fredda tra paesi rivali.

Ben Is Back

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,99)
Un film di Peter Hedges. Con Julia Roberts, Lucas Hedges, Courtney B. Vance, Kathryn Newton, Tim Guinee.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2018. Uscita 20/12/2018.

Wonder

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,63)
Un film di Stephen Chbosky. Con Julia Roberts, Jacob Tremblay, Owen Wilson, Mandy Patinkin, Ali Liebert.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2017. Uscita 21/12/2017.

Mother's Day

* * - - -
(mymonetro: 2,13)
Un film di Garry Marshall. Con Jennifer Aniston, Kate Hudson, Julia Roberts, Jason Sudeikis, Britt Robertson.
continua»

Genere Commedia, - USA 2016. Uscita 23/06/2016.

Money Monster - L'altra faccia del denaro

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,93)
Un film di Jodie Foster. Con George Clooney, Julia Roberts, Jack O'Connell, Dominic West, Caitriona Balfe.
continua»

Genere Thriller, - USA 2016. Uscita 12/05/2016.

Il segreto dei suoi occhi

* * - - -
(mymonetro: 2,31)
Un film di Billy Ray. Con Julia Roberts, Nicole Kidman, Michael Kelly, Chiwetel Ejiofor, Dean Norris.
continua»

Genere Thriller, - USA 2015. Uscita 12/11/2015.
Filmografia di Julia Roberts »

martedì 15 gennaio 2019 - L'attrice vince Golden Globe e Critics' Choice Award per l'interpretazione dell'agente Eve Polastri nella serie creata da Phoebe Waller-Bridge, in esclusiva su TIMVISION.

La nuova alba di Sandra Oh, pluripremiata per Killing Eve

Alessandro Buttitta cinemanews

La nuova alba di Sandra Oh, pluripremiata per Killing Eve Non tutti i premi sono uguali. Lo sa bene Sandra Oh che, a distanza di tredici anni, ha conquistato un altro Golden Globe, stavolta come migliore attrice protagonista. Dal 2006 al 2019 è cambiata la tv, è cambiato il modo di approcciarsi alla serialità televisiva, è cambiato il pubblico, oggi decisamente più attento e smaliziato. Nel 2006, quando si impose sul palco del Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills, a contenderle il titolo c'erano rispettabili attrici che rispondevano al nome di Candice Bergen ed Elizabeth Perkins. Erano i tempi di Grey's Anatomy, erano i tempi di Christina Yang, erano i tempi del set diviso giorno e notte con Ellen Pompeo, erano i tempi in cui un network come ABC dettava legge sulla tv generalista. Nel 2019, in un panorama assolutamente differente, rivoluzionato dall'avvento di servizi streaming come Netflix e Hulu, Sandra Oh ha potuto gioire davanti ai suoi genitori battendo la concorrenza di interpreti del calibro di Julia Roberts, Elisabeth Moss e Keri Russell. ? Il Golden Globe, finalmente in qualità di protagonista, è giunto per Killing Eve, tra le serie drammatiche più apprezzate degli ultimi anni, proposta in Italia in prima visione da TIMVISION. Un riconoscimento, importante e prestigioso, che conferma il talento dell'attrice canadese di origini coreane; un riconoscimento che certifica soprattutto come le sue scelte - lasciare la sicurezza del Seattle Grace Hospital per ricercare ruoli più complessi - siano state giuste e lungimiranti.

La strabiliante interpretazione nei panni dell'agente dell'MI5 Eve Polastri ha portato in dote altri premi. La Oh ha bissato con la statuetta come migliore attrice ai Critics' Choice Award 2019, mettendo d'accordo la stragrande maggioranza della critica televisiva a stelle e strisce.

Dopo questa storica doppietta, potrebbe arrivare un leggendario tris il 22 settembre 2019 quando si svolgerà la settantunesima edizione degli Emmy Awards. Prima però ci sarà l'occasione di vedere la seconda stagione di Killing Eve, il cui lancio è programmato su BBC America negli Stati Uniti il 7 aprile. A seguire, in primavera, la serie sarà disponibile in esclusiva sempre su TIMVISION.

lunedì 7 gennaio 2019 - Green Book è il film più premiato. Tra gli attori vincono Rami Malek e Christian Bale, e tra le attrici Glenn Close e Olivia Colman. Roma di Cuarón è il miglior film straniero e miglior regia.

Golden Globe 2019, doppio premio a Bohemian Rhapsody

Andrea Fornasiero cinemanews

Golden Globe 2019, doppio premio a Bohemian Rhapsody Numerosi i vincitori di una serata prevedibilmente dedicata alla rappresentazione delle minoranze. Su tutti trionfa Netflix, che ottiene quattro premi e mezzo (Bodyguard è una serie BBC che Netflix distribuisce in esclusiva fuori dal Regno Unito) e sfonda in categorie dove non si era mai avventurata: miglior serie comedy, miglior film straniero e miglior regia, grazie a The Kominsky Method di Chuck Lorre e soprattutto a Roma (guarda la video recensione) di Alfonso Cuarón. Tra i film quello con più premi è però stato Green Book di Peter Farrelly: miglior commedia, miglior non protagonista per Mahershala Ali e miglior sceneggiatura, firmata, tra gli altri, dal figlio reale del personaggio interpretato da Viggo Mortensen, che non ha vinto niente probabilmente per scontare un'uscita infelice di qualche mese fa, in cui gli è scappata "la parola che inizia per N". Possono ritenersi soddisfatti anche Bohemian Rhapsody (guarda la video recensione), che vince il premio più prestigioso, quello del miglior film drammatico, oltre a quello a Rami Malek come miglior protagonista in un dramma, e Spider-Man - Un nuovo universo (guarda la video recensione) che conquista il primo premio importante per la Sony Animations e a questo punto è un credibile candidato per sconfiggere la Disney agli Oscar. Si devono invece accontentare di un solo riconoscimento: La favorita con Olivia Colman miglior attrice in una commedia; Vice - L'uomo nell'ombra (guarda la video recensione) con Christian Bale, miglior attore in una commedia; A Star is Born (guarda la video recensione) per la miglior canzone, "Shallow", di Lady Gaga; Se la strada potesse parlare per Regina King migliore attrice non protagonista; First Man - Il primo uomo (guarda la video recensione) per la miglior colonna sonora firmata da Justin Hurwitz, già vincitore per La La Land (guarda la video recensione), e The Wife con Glenn Close miglior attrice drammatica, al suo primo Globe per un film dopo numerose nomination (e due vittorie per la serie Damages). A bocca asciutta invece BlackKklansman (guarda la video recensione) di Spike Lee, Black Panther (guarda la video recensione) di Ryan Coogler, Crazy & Rich e Il ritorno di Mary Poppins (guarda la video recensione): solo quattro titoli, che dimostrano come i premi siano stati spalmati su numerosi film senza assi pigliatutto.

mercoledì 26 dicembre 2018 - Nella scelta del Cinema di Sky, un'opera che alterna lacrime e sorrisi con grandissima efficacia.

Wonder, un film che colpisce profondamente il cuore dello spettatore

Alessandro Buttitta cinemanews

Wonder, un film che colpisce profondamente il cuore dello spettatore Auggie Pullman ha undici anni e sogna di essere invisibile. Vuole diventare un astronauta e andare nello Spazio perché è convinto che lassù, a migliaia e migliaia di chilometri dal pianeta Terra, nessuno potrà obiettare sul suo aspetto. Tuttavia, anche se c'è un casco che lo protegge, anche se c'è una famiglia amorevole che lo coccola, per lui arriva il momento in cui è necessario confrontarsi con il resto del mondo. Si sviluppa da queste premesse Wonder, delizioso e commovente film tratto dall'omonimo libro bestseller di R.J. Palacio, da oggi disponibile on demand su Sky Cinema. Il protagonista è un ragazzino nato con una deformazione facciale, la sindrome di Treacher-Collins. Per migliorare la fisionomia del viso ha dovuto subire decine di interventi chirurgici. Nonostante gli sforzi Auggie, intelligentissimo e brillante ma anche molto consapevole per la sua età, non ha un volto che passa inosservato. Ciò gli provoca dolore e sofferenza. Per sua fortuna ha dei genitori accoglienti e calorosi. Può contare inoltre sul sostegno incondizionato della sorella maggiore, Olivia.

Grandissimo fan di Star Wars e di tutto ciò che riguarda le scienze, Auggie deve frequentare per la prima volta un anno scolastico. Difatti, dai cinque ai dieci anni, ha studiato con la madre, Isabel. L'ingresso nella Beecher Prep School, scuola privata diretta dal severo ma comprensivo preside Tushman, è traumatico. Il ragazzino viene osservato con sospetto: si ritrova al centro dell'attenzione anche quando il suo unico desiderio è scomparire; ben presto poi alcuni compagni lo prendono di mira ironizzando, spesso pesantemente, sul suo aspetto. Vittima di bullismo, si chiude in se stesso toccando con mano l'ipocrisia e la cattiveria di cui possono essere capaci i suoi coetanei.

giovedì 6 dicembre 2018 - Plurinominati Vice e La favorita. Nominato anche Robert Redford per la sua ultima interpretazione in Old Man & the Gun.

Golden Globe, tutte le nomination

a cura della redazione cinemanews

Golden Globe, tutte le nomination Sono state annunciate oggi le nomination della 76a edizione dei Golden Globe Awards. Uno dei premi più importanti per il settore di cinema e televisione, sono considerati gli anticipatori dei premi Oscar (che saranno consegnati invece il 25 febbraio 2019). Nella categoria Miglior Film Straniero è stato nominato Un affare di famiglia (guarda la video recensione) del regista giapponese Kore'eda Hirokazu, già premiato con la Palma d'oro a Cannes, oltre a Roma (guarda la video recensione), Opera senza autore (guarda la video recensione), Cafarnao e Girl (guarda la video recensione). Non ce l'ha fatta a entrare in questa cinquina l'italiano Dogman (guarda la video recensione) di Matteo Garrone. Tra i film che hanno ricevuto più nomination spicca Vice - L'uomo nell'ombra (6 nomination), La favorita e Green Book. Da notare A Star is Born (guarda la video recensione), per il quale è stata nominata anche Lady Gaga sia come attrice che come autrice della canzone "Shallow". Tra gli attori protagonisti è stato nominato anche Robert Redford per la sua ultima interpretazione (prima dell'abbandono del mondo del cinema in qualità di attore) nel film Old Man & the Gun (guarda la video recensione) di David Lowery (dal 20 dicembre nelle sale italiane).
I Golden Globe verranno consegnati durante la cerimonia di premiazione nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 2019, al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles. I presentatori della serata saranno Sandra Oh e Andy Samberg.

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