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martedì 15 gennaio 2019

Matt Damon

Il talento di Mr. Damon

Nome: Matthew Paige Damon
48 anni, 8 Ottobre 1970 (Bilancia), Cambridge (Massachusetts - USA)
occhiello
Freud diceva che gli Irlandesi sono l'unica razza impenetrabile alla psicoanalisi.
dal film The Departed - Il bene e il male (2006) Matt Damon è Colin Sullivan
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Matt Damon
Golden Globes 2016
Nomination miglior attore in un film brillante per il film Sopravvissuto - The Martian di Ridley Scott

BAFTA 2016
Nomination miglior attore per il film Sopravvissuto - The Martian di Ridley Scott

Golden Globes 2016
Premio miglior attore in un film brillante per il film Sopravvissuto - The Martian di Ridley Scott

Premio Oscar 2016
Nomination miglior attore per il film Sopravvissuto - The Martian di Ridley Scott

BAFTA 2014
Nomination miglior attore non protagonista per il film Dietro i candelabri di Steven Soderbergh

Golden Globes 2014
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film Dietro i candelabri di Steven Soderbergh

Golden Globes 2010
Nomination miglior attore in un film brillante per il film The Informant! di Steven Soderbergh

Golden Globes 2010
Nomination miglior attore non protagonista per il film Invictus - L'Invincibile di Clint Eastwood

Premio Oscar 2010
Nomination miglior attore non protagonista per il film Invictus - L'Invincibile di Clint Eastwood

Golden Globes 2000
Nomination miglior attore per il film Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella

Golden Globes 1998
Nomination miglior attore per il film Will Hunting genio ribelle di Gus Van Sant

Festival di Berlino 1998
Premio premio speciale per il film Will Hunting genio ribelle di Gus Van Sant

Premio Oscar 1997
Nomination miglior attore per il film Will Hunting genio ribelle di Gus Van Sant



Dal sublime al kitsch: Behind the Candelabra.

Il corpo è lo spettacolo

sabato 7 dicembre 2013 - Roy Menarini cinemanews

Il corpo è lo spettacolo Quello che Steven Soderbergh è diventato in questi anni (uno dei più grandi cineasti viventi) viene confermato, e anzi compendiato, in Dietro i candelabri. Nella storia di Liberace e della sua vita privata (che l'artista era riuscito abilmente a nascondere, almeno al grande pubblico), Soderbergh riesce miracolosamente a fare tante cose insieme: una storia dello spettacolo americano anni Settanta/Ottanta, una ricostruzione biografica degna di nota, uno studio del kitsch statunitense, una riflessione sulla cultura privata omosessuale, un lavoro teorico sugli attori (la mascolinità risaputa di Douglas e Damon ribaltata di segno), un repertorio di costumi e oggetti, una parabola sull'ipocrisia prima che il camp - con Madonna prima, e Lady Gaga poi - diventasse un fenomeno di massa.

   

La Mostra applaude Contagion.

Soderbergh, un paranoico film sulla pandemia

domenica 4 settembre 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Soderbergh, un paranoico film sulla pandemia I blog non sono giornali. Sono graffiti con la punteggiatura». Applaudito fuori concorso, il paranoico film di Steven Soderbergh sulla pandemia, Contagion, ha già vinto un primato: quello della battuta più ripetuta, e amata, dall’inizio della Mostra. Al Lido con un gruppo che più che una delegazione pareva una famiglia, al fianco del suo attore feticcio Matt Damon, degli interpreti Gwyneth Paltrow e Laurence Fishburne e dello sceneggiatore, amico e collaboratore di lunga data Scott Z. Burns, Soderbergh ha partecipato a una delle conferenze stampa più inquiete degli ultimi giorni, minata da una sottile e inconfessata paranoia. Perché è bastato un colpo di tosse in sala stampa perché il regista, divertito, affondasse sadico il colpo: «Quanta gente credete che abbia toccato quel microfono? Vi sentite davvero sicuri qua dentro?». E Burns, a rincarare la dose: «Quasi ogni settimana viene scoperto un nuovo virus. Significa che, ogni anno, ci sono 52 proiettili caricati in un fucile e puntati contro la razza umana».Continua »

I fratelli Coen riportano in auge il genere con Il Grinta.

C'era una volta il western

martedì 15 febbraio 2011 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

C'era una volta il western Questa sì che è una bella coincidenza. Che a poco meno di una settimana dalla mobilitazione "Se non ora, quando?" – che ha visto un milione di donne (e uomini) scendere in più di 200 piazze italiane e qualche capitale straniera per chiedere rispetto – esca Il grinta, una storia di onore e coraggio al femminile. Protagonista del film è infatti una ragazzina di quattordici anni che sfida tutto e tutti per vendicare la morte del padre mettendosi sulle tracce dell'uomo che lo ha assassinato per darlo in mano alla legge. È il far west secondo i fratelli Coen. Uno spazio immenso, polveroso, selvaggio e per questo ostile in cui da una parte uomini (e donne) morivano per mano di codardi e dall'altra si sostenevano e difendevano, talvolta fino alla morte, in nome dell'onore. Il grinta è, si diceva, una storia di coraggio al femminile, ma al fianco di questa giovanissima Lady Vendetta motivata dalle sacre scritture cavalcano due anomali giustizieri con i quali la ragazza instaurerà un rapporto di stima reciproca e amicizia, di quelle che durano tutta la vita. Non è il primo western della recente storia del cinema, già nel 2007 James Mangold aveva rimesso sui binari Quel treno per Yuma e l'anno successivo Ed Harris aveva presentato a Roma Appaloosa, entrambi degni di nota. Una menzione speciale inoltre lo merita l'australiano La proposta di John Hillcoat. Tuttavia l'ottimo risultato ai botteghini di Il grinta – ha superato persino Non è un paese per vecchi – le buonissime recensioni e le dieci nomination all'Oscar – tra le quali miglior film, miglior regia, miglior attore e miglior attrice – sembrano indicare una apertura al genere che potrebbe portare a un vero e proprio revival del western. D'altronde è da un po' che lo si attende.

Uomini e donne ai tempi del far west
"Tu non sei meno bravo di loro per come spari, quanto sei veloce o quanto sei forte. Il tuo problema è che hai dei sentimenti". È il cowboy Virgin Cole (Ed Harris) che parla rivolgendosi al più giovane Everett Hitch (Viggo Mortensen) nel western che Harris portò alla luce del proiettore nel 2008 ispirandosi al romanzo omonimo di Robert B. Parker. Appaloosa racconta la storia di Cole e Hitch, due eroi del far west ingaggiati dalla piccola cittadina del New Mexico per difenderla dal ranchero Randall Bragg, colpevole dell'assassinio dello sceriffo locale e di aver portato il caos (e la morte) ad Appaloosa. Se nel film dei Coen è una ragazzina di quattordici anni a dividersi le angherie e, in seguito, la stima e l'affetto dei due cowboy di Jeff Bridges e Matt Damon, nel western firmato Harris è una donna indipendente e determinata, l'Allison French di Renée Zellweger, a contendersi le attenzioni dei due uomini.

Uomini ammirabili, nel bene e nel male
In Quel treno per Yuma c'è un momento in cui non si sa da quale parte stare. È quando, sul finale, il villain di Russell Crowe si lascia prendere dall'eroe zoppo di Christian Bale, il miglior tiratore della città, perché questi possa fare colpo sul figlio che lo considera un inetto. "In generale i western raccontano sempre la stessa storia, o comunque hanno tutti degli elementi in comune; un paese che si sta aprendo al progresso, la costruzione di una ferrovia che avrebbe cambiato per sempre il profilo degli Stati Uniti. Pochi western hanno una storia o una prospettiva originali. Quello che mi affascina veramente, ed è il motivo che mi ha spinto a fare questo film" ha dichiarato Crowe, "sono gli esseri umani per quanto contorti, strani, onorevoli possano essere ed essere insieme tutte queste cose. Mi interessa quello che c'è nel cuore delle persone". In fondo è al cuore che Ramon deve sparare.

Jude Law sul set di Contagion a San Francisco.

Una pandemia alimentata da Twitter e dall'H1V1

martedì 15 febbraio 2011 - Marlen Vazzoler cinemanews

Una pandemia alimentata da Twitter e dall'H1V1 Sono cominciate la settimana scorsa a San Francisco, California, le riprese del film Contagion, il thriller d'azione diretto da Steven Soderbergh, basato sulla sceneggiatura di Scott Z. Burns (The Informant, The Bourne Ultimatum), che racconta della diffusione di un virus mortale a livello mondiale. Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow hanno già terminato le riprese tenutesi a Hong Kong, Chicago, Atlanta, Londra, Ginevra e Marocco.

Il virus si diffonde in tutto il mondo
La storia comincia durante il week-end del Ringraziamento, uno dei periodi più caotici dell'anno in America, tra gente che torna a casa per celebrare la festa e il Black Friday, il giorno in cui i negozi vengono letteralmente presi d'assalto dai clienti a causa delle super offerte proposte in occasione del lancio del periodo natalizio. Beth Emhoff (Gwyneth Paltrow) torna in America, dopo un viaggio di lavoro. Sul suo aereo sono presenti una lavoratrice di un casinò di Hong Kong, Li fai, e una supermodella ucraina che vive a Londra, Irina Modelskova. Tutte e tre vengono colpite, quasi immediatamente, da una misteriosa affezione. Li Fai dopo aver contratto delle allucinazioni, muore per le strade del centro di Hong Kong. Nel frattempo Thomas (Matt Damon), il marito di Beth, si prende cura della moglie ammalata, le cui condizioni continuano a peggiorare.
Il virus comincia a diffondersi dapprima a Minneapolis, la città in cui vive Beth, poi si sposta a Chicago e nel resto degli Stati Uniti. Il contagio non si ferma alle sole Americhe e si diffonde anche in Cina, a Dubai, in Giappone, in Svizzera, in Gran Bretagna, in Iran, in Brasile, in Russia e in Malaysia.
Il dottor Ellis Cheever (Laurence Fishburne), il capo del CDC (Centro di Controllo delle Malattie) e la sua collega, la dottoressa Erin Mears (Kate Winslet), stanno cercando di trovare una cura. La Mears viene mandata a visitare la casa di Beth in Minnesota. Nel frattempo una dottoressa del Centro Mondiale della Salute, Leonora Orantes (Marion Cotillard), si dirige a Hong Kong ad investigare quello che sembra il punto in cui è nata la diffusione della malattia.
La situazione viene ulteriormente complicata dalla diffusione, in tutto il mondo, di notizie vere e false riguardanti il virus per mezzo di un giornalista, Alan Krumwiede (Jude Law), fissato con le teorie sulle cospirazioni. Mentre i dottori cercano una cura, collidono sulla loro strada interessi politici e quelli economici di grandi aziende, tutti interessati al vaccino.

Una detective story più che un film d'azione
Le pandemie sono state già trattate più volte sul grande schermo, Virus Letale con Al Pacino è uno degli ultimi esempi. Da quello che si evince dalla prima stesura della sceneggiatura di Burns, Contagion non si prospetta come una pellicola in cui l'azione è una componente molto marcata come nel film di Wolfgang Petersen, ma più un thriller/giallo in cui i protagonisti possono essere comparati a dei detective che devono cercare il vaccino e il paziente X.

3D o non 3D? La scelta delle RED camera
Soderbergh inizialmente aveva pensato di utilizzare il nuovo formato delle RED camera, le EPIC, per girare Contagion in 3D, ma lo scorso settembre il regista aveva dichiarato di non essere soddisfatto del nuovo prodotto a causa di alcuni inceppi tecnici, ed ha così deciso di utilizzare le RED ONE e conseguentemente ha abbandonato la scelta di filmare in 3D. Nel frattempo i problemi sembrano siano stati risolti visto che Jackson userà le EPIC per girare The Hobbit.

Le riprese a San Francisco
Nei giorni scorsi le riprese si sono concentrate in alcune città limitrofe di San Francisco, tra cui North Beach che domenica scorsa ha visto le sue strade ricoperte di biancheria e immondizia.
Le riprese a San Francisco, ultimo luogo in cui verranno girati degli esterni, si concluderanno mercoledì con una scena ambientata a Candlestick Park, trasformato in un gigantesco centro per il vaccino, dove per l'occasione sono stati fatti entrare veicoli militari, sono state erette delle tende, saranno presenti mille comparse e verrà fatto atterrare un elicottero. Le foto pubblicate in questi giorni da Just Jared, Accidental Sexiness e Laughuinsquid ritraggono per lo più il personaggio interpretato da Law, il giornalista Alan Krumwiede, vestito con una tuta hazmat e alcuni scorci di North Beach.

I progetti di Soderbergh per il futuro
Contagion è il terzultimo film che Soderbergh progetta di girare prima di ritirarsi dalle scene. I suoi prossimi lavori saranno il film biografico Liberace con Michael Douglas e The Man from U.N.C.L.E. probabilmente interpretato da George Clooney. “Qualsiasi cosa può accadere in questo ambiente” ha raccontato il regista durante un podcast per NFL Total Access, “Sono stato anche licenziato, chi lo sa”, ha aggiunto Soderbergh lasciando così una porta aperta sul suo ritiro programmato.

Ancora cinque anni per il prossimo capitolo con Damon.

Matt Damon dice che il prossimo Bourne potrebbe essere un prequel

lunedì 1 febbraio 2010 - Marlen Vazzoler cinemanews

Matt Damon dice che il prossimo Bourne potrebbe essere un prequel La realizzazione del quarto film di Jason Bourne è alquanto frastagliata. Per due anni si sono avvicendati vari sceneggiatori per scrivere il sequel di Bourne Ultimatum, lo scorso anno il regista Paul Greengrass ha abbandonato il progetto per problemi con la Universal per Green Zone e Matt Damon successivamente ha dichiarato che non avrebbe fatto una nuova pellicola di Bourne senza Greengrass.
Durante la premiere inglese di Invictus, Damon ha dato ad Empire un veloce aggiornamento sullo stato della franchise di Bourne: “Ci sarà probabilmente un prequel di qualche sorta con un altro attore e un altro regista prima che noi ne riusciremo a farne un altro [di film], penso che ci vorranno altri cinque anni prima che riusciremmo a farlo, dobbiamo trovare una sceneggiatura”. Ultimatum doveva essere la pellicola di chiusura della franchise ma considerando che questa è una delle poche franchise di successo dello studio, non vogliono mollare la serie. Ma è incredibile come la Universal non riesca ancora ad avere uno script su cui tutti siano d'accordo e Damon su questo punto a scherzato sul red carpet: “Se avete qualsiasi idea, chiamate la Universal. Amerebbero entrare in contatto con voi”.
A questo punto ci si domanda se la Universal abbia intenzione di fare un reboot di Bourne, meno problematico nella realizzazione visto che sarebbero sostituiti sia il regista che il protagonista, ma in questo caso il giovane Bourne che età dovrebbe avere? Damon non è invecchiato molto da quando è cominciata la franchise e nei flashback sull'inizio della storia, prima che fosse colpito dall'amnesia, era abbastanza vecchio da poter essere interpretato dallo stesso Damon. Cambiare attore significherebbe abbassare ulteriormente l'età di Bourne o rischiare di fare veramente un reboot... Curiosa è inoltre la conoscenza di Damon della creazione di un prequel di Bourne che dovrebbe riempire il buco temporale che lo separerebbe dal suo ritorno come protagonista in un nuovo film di Greengrass. A conti fatti sembra difficile che la Universal decida di fare prima un prequel del primo film poi un sequel del terzo, che vedrebbe il ritorno della coppia d'oro Greengrass/Damon. Dovremmo aspettare qualche comunicato ufficiale della Universal per sapere quanto questo progetto sia fattibile, ma finché non sarà pronta una sceneggiatura potremmo aspettare anche degli anni in entrambi i casi.

   

Un progetto in lavorazione da sette anni vede finalmente la luce.

The Informant: l'ultimo progetto della Sectionade

martedì 8 settembre 2009 - Marlen Vazzoler cinemanews

The Informant: l'ultimo progetto della Sectionade S teven Soderbergh: Era il 2001 e avevamo appena finito di girare il primo Ocean's, l'ho chiamato e gli ho detto che doveva leggere questo libro. La cosa positiva è che abbiamo impiegato così tanto a fare il film che quando abbiamo iniziato a girare Matt aveva ormai la stessa età del personaggio.
Matt, per te è stato difficile mettere su tutti quei chili?
Matt Damon: È stato molto, molto facile mettere su peso, molto, molto divertente. Probabilmente il periodo più divertente che abbia mai avuto lavorando perché ad esempio non dovevo andare in palestra dopo il lavoro. Praticamente ho mangiato tutto quello che potevo.
George Clooney è produttore esecutivo del film, qual è stato il suo contributo?
Steven Soderbergh: Questo progetto ci è venuto tra le mani nel 2001, ci è voluto così tanto tempo per iniziare il film che Sectionade ormai non esisteva più come compagnia. Era un gruppo di persone vicine e secondo me era appropriato che George avesse il suo nome nel film perché quando il progetto era stato sviluppato, lui faceva parte della squadra che stava lavorando sul materiale. Questo era l'ultimo film della Sectionade e volevo che il suo nome fosse presente come testamento di tutti gli anni che abbiamo trascorso lavorando insieme.

Matt Damon parla dell'ultimo film della trilogia, tra colpi di scena e acciacchi.

Jason Bourne scopre la sua vera identità!

martedì 30 ottobre 2007 - Claudia Resta cinemanews

Jason Bourne scopre la sua vera identità! Giunge finalmente sugli schermi il terzo capitolo delle avventure dell'agente segreto Jason Bourne (Matt Damon): la memoria azzerata e i servizi segreti che gli danno la caccia non gli impediranno di scoprire le proprie origini. Bourne dovrà così confrontarsi di nuovo con i suoi ex-colleghi e battersi con un nuovo nemico, in una folle corsa tra Europa e America.
Si chiude così la trilogia, con un'altra evoluzione del protagonista, anche se Matt Damon, in conferenza stampa, non esclude la possibilità di un sequel, magari molto distanziato nel tempo.

Geni, spie, pianisti spiantati, poliziotti corrotti e broker: ritratto di Matt Damon, attore a 360 gradi.

5x1: Matt Damon il duttile

martedì 30 ottobre 2007 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Matt Damon il duttile Con quella faccia da bravo ragazzo "acqua e sapone" Matt Damon poteva restare incastrato tutta la vita nel ruolo del puro e dell'innocente. Invece, leggendo con attenzione il curriculum vitae dell'attore nato a Cambridge, siamo sorpresi dallo scoprire una varietà così ampia di personaggi e caratteri. Le cronache di Hollywood lo hanno fatto conoscere quale sceneggiatore prima ancora che attore, in partnership con l'amico di infanzia Ben Affleck, incontrato a una recita scolastica all'età di 10 anni. Con lui scrisse quello che divenne Will Hunting, vinse l'Oscar e ottenne la candidatura quale miglior attore. Da allora Damon non si è più fermato, senza paura e senza posa, collezionando registi importanti (come Spielberg), nuove amicizie (con Clooney ad esempio) e flirt con le compagne di set (come quella con Claire Danes, tanto per citarne una). Lo abbiamo ammirato in film d'azione come nel caso di The Bourne Ultimatum, terzo capitolo della saga della spia che ha perso il suo passato; assassino crudele come in Il talento di Mr. Ripley; in ruoli leggeri come nei film su Danny Ocean. Insomma, Matt Damon non smette mai di stupire.

Ocean's 8

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,59)
Un film di Gary Ross. Con Sandra Bullock, Cate Blanchett, Anne Hathaway, Mindy Kaling, Sarah Paulson.
continua»

Genere Azione, - USA 2018. Uscita 26/07/2018.

Downsizing

* * - - -
(mymonetro: 2,40)
Un film di Alexander Payne. Con Matt Damon, Christoph Waltz, Chau Hong, Jason Sudeikis, Kristen Wiig.
continua»

Genere Commedia, - USA 2017. Uscita 25/01/2018.

Suburbicon

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,93)
Un film di George Clooney. Con Matt Damon, Julianne Moore, Noah Jupe, Glenn Fleshler, Alex Hassell.
continua»

Genere Commedia, - USA 2017. Uscita 06/12/2017.

The Great Wall

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,56)
Un film di Zhang Yimou. Con Matt Damon, Tian Jing, Pedro Pascal, Willem Dafoe, Eddie Peng.
continua»

Genere Storico, - USA 2016. Uscita 23/02/2017.

Jason Bourne

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,52)
Un film di Paul Greengrass. Con Matt Damon, Alicia Vikander, Julia Stiles, Vincent Cassel, Tommy Lee Jones.
continua»

Genere Azione, - USA 2016. Uscita 01/09/2016.
Filmografia di Matt Damon »

mercoledì 9 gennaio 2019 - L'attore interpreta un astronauta chiamato a prender parte a una missione senza precedenti: la conquista di Marte.

The First, ora su TIMVISION tutti gli episodi della serie con Sean Penn

Alessandro Buttitta cinemanews

The First, ora su TIMVISION tutti gli episodi della serie con Sean Penn La conquista dello Spazio è sempre osservata con grande attenzione da registi e sceneggiatori. Basti pensare ad Apollo 13 di Ron Howard, a The Martian con protagonista Matt Damon, al recentissimo First Man di Damien Chazelle sulla storia di Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla Luna. Ci sono limiti da superare, curiosità da saziare, imprese da compiere. Sulla scia di questi grandi film si pone The First, serie che TIMVISION propone in prima visione in Italia e di cui sono ora disponibili tutti gli episodi della prima stagione. Il protagonista è Sean Penn, alla scrittura c'è Beau Willimon. Siamo nel 2030, la Terra è diventata un luogo sempre meno sicuro a causa dei cambiamenti climatici, la popolazione non vede di buon occhio le missioni spaziali, ritenute inutili oltre che costosissime. Tom Hagerty è uno dei cinque astronauti chiamati a uno sforzo grandioso, ovvero essere tra i primi uomini ad arrivare su Marte. La situazione per lui però è a dir poco problematica. Vedovo, deve elaborare il lutto per la morte della moglie. Inoltre ha una figlia, Denise, dipendente dalle droghe.

Pur dovendo sostenere una simile condizione, Tom è costretto a guardare il cielo con il naso all'insù. Ci sono le pressioni di Laz Ingram, a capo della missione, e ci sono problemi organizzativi che rendono ancor più teso l'avvicinamento alla colonizzazione dello Spazio da parte dell'uomo. Lo comprende bene la squadra di astronauti, lo comprendono benissimo i politici e i giornalisti che seguono con particolare interesse l'evoluzione delle operazioni.

Serie ad alto budget, The First è stata fortemente voluta da HULU, piattaforma streaming che ha già dato vita a successi come The Handmaid's Tale (guarda la video recensione) e Marvel's Runaways, disponibili sempre nel catalogo di TIMVISION. La produzione ha potuto fare affidamento così su grandi nomi, a partire dal suo creatore e showrunner, Beau Willimon. Quest'ultimo, già apprezzato per aver scritto Le idi di marzo, è noto per esser stato lo sceneggiatore che ha reso grande House of Cards.

Nel cast spicca la presenza del due volte premio Oscar Sean Penn, al suo primo ruolo da protagonista in una serie. Negli otto episodi che compongono la prima stagione viene affiancato da Natascha McElhone (The Truman Show, Californication), Lisa Gay Hamilton (The Practice - Professione avvocati, Chance), Hannah Ware (Boss, Oldboy), James Ransone (The Wire, Sinister) e Melissa George (In Treatment, Grey's Anatomy).

giovedì 3 gennaio 2019 - Nella scelta del cinema di Sky, il film diretto da Clooney e tratto da una sceneggiatura dei fratelli Coen.

Suburbicon, una dark comedy intrisa di perfida e spietata ironia

Alessandro Buttitta cinemanews

Suburbicon, una dark comedy intrisa di perfida e spietata ironia Mai fidarsi delle villette a schiera con giardini curati e bianche staccionate. Spesso nascondono segreti inconfessabili, misteri ben custoditi, più di un malessere esistenziale. Mai fidarsi soprattutto degli inquilini delle suddette villette a schiera. Talvolta possono avere il sorriso ambiguo e la doppiezza morale di chi conduce un'esistenza all'insegna dell'ipocrisia. Ci ricorda questa regola aurea del cinema americano Suburbicon, sesto film da regista di George Clooney, da oggi in prima visione su Sky Cinema e disponibile on demand. In questa dark comedy, tratta da una sceneggiatura dei fratelli Coen, la trama ruota attorno a quanto accade nella rassicurante cittadina di Suburbicon. Siamo alla fine degli anni Cinquanta, tutti desiderano avere sicurezza e protezione, tutti anelano pace e prosperità. Nel sobborgo, abitato unicamente da persone dalla pelle bianca, da persone tutte appartenenti alla middle class, giunge una famiglia nera, i Mayers. Il loro ingresso nella comunità suscita scalpore. C'è chi firma petizioni per fare andare via i nuovi arrivati, c'è chi bisbiglia sul loro conto, c'è chi non pone freni a istinti razzisti e xenofobi.

La situazione si aggrava quando Suburbicon è funestata dall'omicidio di Rose, moglie di Gardner Lodge. I primi a essere sospettati sono proprio gli afroamericani. Ben presto si scoprirà però che la realtà è assai diversa. Difatti, come si intuisce ben presto, ad essere responsabile della morte della donna è il marito. Quest'ultimo, con la complicità della cognata con la quale ha una relazione, ha assoldato due sicari per liberarsi degli obblighi matrimoniali. Gardner inoltre vuole truffare un'agenzia assicurativa locale che poco tempo prima ha stipulato con lei una polizza vita.

martedì 18 dicembre 2018 - Tra novità, sequel e reboot, si prospetta un anno ricchissimo di grande cinema. Da Dumbo ai nuovi Avengers, dal ritorno di Toy Story al capitolo conclusivo di Star Wars, ecco i film che non possiamo perdere nel 2019.

I film imperdibili del 2019

Andrea Fornasiero cinemanews

I film imperdibili del 2019

venerdì 14 dicembre 2018 - In attesa di uscire sul mercato occidentale, l'attore cinese ha presentato Shadow di Zhang Yimou al Macao Film Festival.

Zheng Kai, il fan di Toro Scatenato che vuole volare come Iron Man

Tommaso Tocci cinemanews

Zheng Kai, il fan di Toro Scatenato che vuole volare come Iron Man Cantante, attore, produttore e personalità dalle aspirazioni globali, Zheng Kai è ospite al Macao International Film Festival dove ha presentato Shadow di Zhang Yimou. Il regista di Lanterne rosse, Non uno di meno e Hero aveva già lavorato con Kai in The Great Wall, blockbuster con Matt Damon. Quest'anno lo ha chiamato di nuovo per il ruolo del giovane sovrano in Shadow, che è stato presentato fuori concorso all'ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Sei stato da poco alla Mostra del Cinema di Venezia, come è andata?
Ho amato Venezia, così solare e rilassata. Ci pensavo proprio ieri, mentre ero a Sanya per la prima edizione dell'Hainan Film Festival. Stanno cercando di costruire qualcosa di simile, forse avremo anche noi la nostra Venezia in Cina!

Come ti sei preparato per il ruolo del Re in Shadow?
È un ruolo tipico nella tradizione cinese, quindi il problema era evitare lo stereotipo del sovrano, ingessato e dalla voce tonante. Ne ho parlato molto con Zhang Yimou, e ci siamo detti che volevamo renderlo il più libero possibile. Beve, va in giro senza scarpe, urla, uccide persone nel palazzo reale. Volevo renderlo diverso, più vivo.

La tua performance serve anche da supporto per quella di Deng Chao, che nel film si sdoppia in due parti. Com'è stato lavorare con lui?
È bravissimo, non soltanto per il doppio ruolo, ma anche per la drastica perdita di peso. Abbiamo lavorato per anni insieme nella stessa serie TV, ma questo film era così importante per entrambi che a malapena abbiamo sambiato due chiacchiere sul set. Eravamo troppo concentrati.

Dopo The Great Wall, sei tornato a lavorare con un maestro come Zhang Yimou...
Per noi è stato come un padre. Fa tutto con calma, si prende il suo tempo. Ha portato gli attori a scoprire gradualmente i loro personaggi. The Great Wall era un film più imponente, con un budget incredibile, quindi ho avuto modo di provare un'esperienza diversa. Stiamo già parlando di progetti futuri, ha diverse sceneggiature in lavorazione e spero mi chiami ancora.

mercoledì 12 dicembre 2018 - Da Brian De Palma a John Woo passando per J.J. Abrams, ecco i precedenti illustri del genere.

Mission: Impossible - Fallout, sulla scia delle grandi saghe action

Andreina Di Sanzo cinemanews

Mission: Impossible - Fallout, sulla scia delle grandi saghe action Ethan Hunt riceve l'ordine di una nuova missione impossibile: recuperare una valigetta con plutonio rubato prima che possa entrare in possesso dei nemici. Così, con il mondo in pericolo, Ethan ed il suo team (Simon Pegg, Ving Rhames, Rebecca Ferguson) sono costretti a lavorare con un agente della CIA (Henry Cavill) in una corsa contro il tempo per fermare la minaccia nucleare. Ma come ogni missione impossibile, nulla andrà come previsto. Mission: Impossible - Fallout (guarda la video recensione), in Dvd, Blu-ray, 4k Ultra HD e Digital HD a partire dal 12 dicembre 2018 con Universal Pictures Home Entertainment Italia, è un trascinante film ricco d'azione, una nuova divertente avventura al cardiopalma per Ethan Hunt. Da Brian De Palma a John Woo fino a J.J. Abrams, la saga di Mission impossible è ormai un cult dell'azione grazie anche all'interpretazione dell'infaticabile Tom Cruise. Ma quali altre saghe action hanno riscosso così tanto successo? Ripercorriamo insieme una lista tra cult e azione:

DIE HARD
Bruce Willis nei panni di John McClane diventa subito cult nel primo capitolo della saga, Trappola di cristallo che rivoluzionò il genere dell'action movie. Non solo machismo e sparatorie, l'attore ha infatti contribuito a dare all'eroe senza paura e senza macchia quel pizzico di ironia necessaria come condimento a inseguimenti ed esplosioni.

FAST & FURIOUS
Gare e inseguimenti per Vin Diesel e il compianto Paul Walker, tra le saghe più di successo di sempre. Ben otto film, trame e personaggi che si evolvono, per un mix di adrenalina e velocità.

TRANSFORMERS
Quelli che erano conosciuti come cartoni animati, fumetti e giocattoli arrivano al cinema che da sempre sbanca al botteghino. I robot appartenenti a diverse razze iniziano una guerra che mette in pericolo la Terra, il destino del pianeta resterà nelle mani di un ragazzo.

MAD MAX
Ideato e diretto da George Miller, cinetico e apocalittico, Mad Max diventa subito cult a partire dagli anni '80. Nei primi tre episodi il protagonista è Mel Gibson, icona del cinema d'azione. L'ultimo capitolo, Fury Road, è un capolavoro tra fantascienza e azione.

BOURNE
Serie cinematografica di film di spionaggio con protagonista Jason Bourne interpretato da Matt Damon, tratta dai romanzi di Robert Ludlum. Jason Bourne è un ex agente della CIA colpito da amnesia che cerca di ricostruire il suo passato, i nemici da affrontare sono diversi, ma la sfida più impossibile è ricostruire la sua storia forse fatta da azioni non molto positive.

   

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