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venerdì 18 gennaio 2019

Sissy Spacek

Lo sguardo di Sissy

Nome: Mary Elizabeth Spacek
69 anni, 25 Dicembre 1949 (Capricorno), Quitman (Texas - USA)
occhiello
Ti perdi il meglio della vita, e nemmeno te ne rendi conto.
dal film JFK - Un caso ancora aperto (1991) Sissy Spacek è Liz Garrison
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Sissy Spacek
Emmy Awards 2010
Nomination miglior attrice ospite in una serie tv drammatica per il film Big Love di Julian Farino, Michael Lehmann, Alan Poul, Charles McDougall, Michael Spiller, Daniel Attias, Jim McKay, Rodrigo García

Golden Globes 2008
Nomination miglior attrice miniserie o film tv per il film Pictures of Hollis Woods di Tony Bill

Golden Globes 2002
Premio miglior attrice in un film drammatico per il film In the Bedroom di Todd Field

Golden Globes 2002
Nomination miglior attrice in un film drammatico per il film In the Bedroom di Todd Field

Premio Oscar 2001
Nomination miglior attrice per il film In the Bedroom di Todd Field

Golden Globes 1987
Premio miglior attrice per il film Crimini del cuore di Bruce Beresford

Golden Globes 1987
Nomination miglior attrice per il film Crimini del cuore di Bruce Beresford

Premio Oscar 1986
Nomination miglior attrice per il film Crimini del cuore di Bruce Beresford

Golden Globes 1985
Nomination miglior attrice per il film Il fiume dell'ira di Mark Rydell

Premio Oscar 1984
Nomination miglior attrice per il film Il fiume dell'ira di Mark Rydell

Golden Globes 1983
Nomination miglior attrice per il film Missing - (Scomparso) di Constantin Costa-Gavras

Golden Globes 1982
Nomination miglior attrice per il film Lontano dal passato di Jack Fisk

Premio Oscar 1982
Nomination miglior attrice per il film Missing - (Scomparso) di Constantin Costa-Gavras

Golden Globes 1981
Nomination miglior attrice per il film La ragazza di Nashville di Michael Apted

Golden Globes 1981
Premio miglior attrice per il film La ragazza di Nashville di Michael Apted

Premio Oscar 1980
Nomination miglior attrice per il film La ragazza di Nashville di Michael Apted

Premio Oscar 1980
Premio miglior attrice per il film La ragazza di Nashville di Michael Apted

Premio Oscar 1976
Nomination miglior attrice per il film Carrie - Lo sguardo di Satana di Brian De Palma



Old Man & the Gun

* * * - -
(mymonetro: 3,07)
Un film di David Lowery. Con Robert Redford, Casey Affleck, Danny Glover, Tika Sumpter, Isiah Whitlock jr..
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Genere Commedia, - USA 2018. Uscita 20/12/2018.

The Help

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,61)
Un film di Tate Taylor. Con Emma Stone, Viola Davis, Bryce Dallas Howard, Octavia Spencer, Jessica Chastain.
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Genere Drammatico, - USA 2012. Uscita 20/01/2012.

Tutti insieme inevitabilmente

* * - - -
(mymonetro: 2,18)
Un film di Seth Gordon. Con Vince Vaughn, Reese Witherspoon, Robert Duvall, Sissy Spacek, Jon Voight.
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Genere Commedia, - USA 2008. Uscita 23/01/2009.

North Country - Storia di Josey

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,70)
Un film di Niki Caro. Con Charlize Theron, Frances McDormand, Elle Peterson, Thomas Curtis, Sean Bean.
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Genere Drammatico, - USA 2005. Uscita 10/02/2006.

9 vite da donna

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,93)
Un film di Rodrigo García. Con Aomawa Baker, Kathy Baker, Andrew Borba, Amy Brenneman, K Callan.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2005. Uscita 02/09/2005.
Filmografia di Sissy Spacek »

martedì 25 dicembre 2018 - Il film non inscena solamente un'ultima grande recita, ma capitalizza e celebra una grande carriera, un intero immaginario, il carisma di un'epoca irripetibile. Al cinema.

Old Man & the Gun, il cinema ha ancora bisogno dei vecchi divi

Roy Menarini cinemanews

Old Man & the Gun, il cinema ha ancora bisogno dei vecchi divi C'è una scena quasi clamorosa in Old Man & the Gun. Forrest Tucker - interpretato da Robert Redford alla sua ultima apparizione da attore - spiega alla sua amata di essere già evaso di prigione molte volte. È molto anziano, e affaticato, eppure progetta una nuova fuga. Nel ricordare le altre, all'interno di un rapido flashback che le elenca come fosse un catalogo di imprese, Tucker sorride con gli occhi. Una di queste evasioni viene rappresentata attraverso le sequenze di un altro film, La caccia di Arthur Penn, ovviamente con lo stesso Redford protagonista (insieme a Marlon Brando). All'improvviso non servono più controfigure o trattamenti di saturazione dei colori per simulare una palette cromatica del passato: è la filmografia del divo a parlare per lui. È il suo cinema del passato che nutre il presente. È un lacerto di pellicola che si trasferisce a noi, come se stessimo osservando la foto ingiallita di un padre al suo apice anagrafico. Siamo del resto in piena epoca di film testamentari. Uno dei più lucidi fu Clint Eastwood, con Gran Torino, che finiva col mettere in scena simbolicamente la morte del regista e attore, e (come qui) girava intorno a un gesto al contempo aggressivo e inerme: sparare con il gesto della mano e delle dita, non con una pistola. Poi Eastwood, fortunatamente per lui e per noi, ha avuto una vita artistica ancora lunga, e oggi si ripresenta con un secondo testamento cinefilo, Il corriere. Anche Robert Redford forse aveva realizzato nel 2013 qualcosa di non troppo distante da un addio, All Is Lost - Tutto è perduto, una sorta di 'Il vecchio e il mare' dove l'azzeramento di ogni altro "attore" che non fossero gli elementi naturali somigliava all'ultimo e unico set possibile per la rigenerazione del mito redfordiano. Poi ancora una volta la longevità ha fatto il resto, e ritroviamo il grande artista degli anni Sessanta e Settanta, nonché infaticabile sostenitore del cinema indipendente (con il Sundance Festival e non solo), alle prese con un'opera contemporanea che più cinefila non si può.

sabato 22 dicembre 2018 - L'attore si congeda dopo 56 anni di carriera con la storia (vera) di un artista implacabile, della fuga e della rapina, ma anche del grande schermo. Ora al cinema.

Old Man & the Gun, il magnifico addio di Robert Redford

Paola Casella cinemanews

Old Man & the Gun, il magnifico addio di Robert Redford Se davvero Old Man & the Gun sarà l'addio di Robert Redford al cinema, è davvero un magnifico atto d'amore nei confronti della Settima Arte, anche perché narra la storia di un artista: della fuga e della rapina, ma anche del grande schermo. Da un lato la vicenda (quasi del tutto vera, come si legge nei titoli di testa) di Forrest Tucker, rapinatore di banche compulsivo, illumina la componente spettacolare e la vanità personale di molti criminali seriali e dei loro inseguitori, attratti dalle luci della ribalta come star del cinema. Dall'altro è un saggio metacinematografico sulla carriera di Redford: le citazioni cinefile vanno dai suoi stessi film (La caccia, Il cavaliere elettrico, Butch Cassidy) alle sue foto promozionali, ma si allargano anche ad altri ricordi cinefili, da Bonnie e Clyde a Dillinger è morto. Old Man & the Gun si nutre di un immaginario cinematografico denso di ricordi collettivi. L'ispettore Hunt (che in inglese significa "caccia") ha il volto, e la valenza ambigua, del Codardo Robert Ford, assassino del rapinatore di banche Jesse James; Jewel, oggetto d'amore di Forrest, è stata la fuorilegge di Badlands; l'apparizione di Warren Oates in Strada a doppia corsia (di per sé citazione del road movie), si porta dietro l'epopea di Sam Peckinpah (e il ruolo di padre di Sissy Spacek in Badlands); il cameo di Keith Carradine rimanda a I cavalieri dalle lunghe ombre; lo stesso Carradine (il cui fratello David era Woody Guthrie in Questa terra è la mia terra) e Tom Waits avvallano l'incedere da ballata country del racconto.

lunedì 17 dicembre 2018 - Su MYmovies.it i primi minuti dell'opera con cui l'attore chiude la sua straordinaria carriera. Dal 20 dicembre al cinema.

Old Man & the Gun, guarda l'inizio dell'ultimo film con Robert Redford

a cura della redazione cinemanews

Old Man & the Gun, guarda l'inizio dell'ultimo film con Robert Redford Forrest Tucker ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. Da una temeraria fuga dalla prigione di San Quentin quando aveva già 70 anni, fino a una scatenata serie di rapine senza precedenti, Tucker disorientò le autorità e conquistò l'opinione pubblica americana. Coinvolti in maniera diversa nella sua fuga, ci sono l'acuto e inflessibile investigatore John Hunt, che gli dà implacabilmente la caccia ma è allo stesso tempo affascinato dalla passione non violenta profusa da Tucker nel suo mestiere, e una donna, Jewel, che lo ama nonostante la sua professione. Forrest Tucker è morto nel 2004 all'età di 83 anni, dopo aver scontato solo 4 dei 13 anni di detenzione che gli erano stati comminati nel 2000 per una rapina a mano armata in Texas. Ma la sua storia continua a viaggiare, anche se Forrest non avrebbe mai potuto prevedere che sarebbe stato interpretato da un'altra leggenda, Robert Redford. Diretto da David Lowery, Old Man & the Gun - di cui presentiamo in anteprima i primi 5 minuti - sarà al cinema da giovedì 20 dicembre. Nel cast, tra gli altri, troviamo Robert Redford (Forrest Tucker), Casey Affleck (John Hunt), Sissy Spacek (Jewel), Danny Glover (Teddy), Tom Waits (Waller) e Tika Sumpter (Maureen)

sabato 15 dicembre 2018 - Old Man & the Gun segna l'ultima cavalcata dell'attore prima del definitivo ritiro dalla scena. Dal 20 dicembre al cinema.

Robert Redford, l'ultimo colpo dell'eroe per eccellenza

Marzia Gandolfi cinemanews

Robert Redford, l'ultimo colpo dell'eroe per eccellenza Robert Redford ha promesso, addirittura giurato in un'intervista sul magazine "Entertainment Weekly", che Old Man & the Gun sarà il suo ultimo film da attore. Dopo sessant'anni di onorevole servizio, il divo fa un inchino e si congeda con la commedia di David Lowery, in cui incarna Forrest Tucker, ladro gentiluomo celebre per le sue rapine e per le sue evasioni (diciotto riuscite, dodici fallite). L'attore resta fedele alla sua galleria di personaggi irresistibili, anche quando si tratta di gangster e truffatori (Butch Cassidy, La stangata), e mette il punto su una carriera grande come il suo Gatsby. il misterioso e ambiguo milionario di Francis Scott Fitzgerald che lo consacrò seduttore sovrano degli anni Settanta. Difensore dei grandi miti e degli spazi americani, Robert Redford ha qualcosa di Gary Cooper, la tranquillità dell'uomo dell'Ovest, la lealtà dello sguardo azzurro, l'eleganza e l'innocenza perduta dell'America. È forse la mancanza di difetti a donare ai suoi personaggi e ai suoi film quella distanza sospesa, quell'esitazione a bruciarsi le ali, quell'impertinenza misurata che fa vibrare lo schermo. Nato nel 1937 in California, cresce a Santa Monica in un quartiere povero e a forte maggioranza ispanica. Ammesso all'università del Colorado, grazie al suo talento di giocatore di baseball, alza il gomito e viene espulso. A vent'anni si imbarca per l'Europa e si sogna pittore all'ombra di Modigliani e Goya. Di ritorno a New York si iscrive alla Dramatic Arts Academy, debutta a Broadway e poi al cinema nel 1961 ma è nel 1969, nel western solare di George Roy Hill che diventa Robert Redford.

A trentatré anni e a fianco di Paul Newman, suo idolo e suo doppio, interpreta Sundance Kid in Butch Cassidy, ballata fraterna e passaggio di testimone tra due generazioni di playboy dall'allure imperturbabile. Eroe per eccellenza, incarna il sogno americano in tutta la sua grandezza e il suo splendore biondo. Da Come eravamo a Tutti gli uomini del presidente, dalla Stangata a I tre giorni del Condor, passando per La mia Africa e L'uomo che sussurrava ai cavalli, Robert Redford ha marcato un numero impressionante di classici col suo senso dello spazio e della bellezza dei sentimenti.

mercoledì 12 dicembre 2018 - Regina della serialità e finalmente apprezzata anche sul grande schermo, l'attrice torna al cinema con Robert Redford in Old Man & the Gun. Dal 20 dicembre al cinema.

Elisabeth Moss, la Monna Lisa della TV

Ilaria Ravarino cinemanews

Elisabeth Moss, la Monna Lisa della TV Presentato in Italia alla Festa del Cinema di Roma, e in sala dal 20 dicembre, Old man & the Gun di David Lowery - il film con cui Robert Redford intende chiudere la sua carriera - porterà in sala, tra i tanti talenti schierati (Casey Affleck, Sissy Spacek, Tom Waits) anche il cameo di un'attrice, da un decennio ormai icona della tv di qualità, finalmente apprezzata anche dal grande schermo: Elisabeth Moss. È stata Jane Campion, che la volle come protagonista della sua Top of the Lake, a dare dell'attrice californiana la definizione migliore: "La Monna Lisa del piccolo schermo". Un volto imperscrutabile quello di Moss, non privo di ambiguità, con l'espressione degli occhi perennemente in disaccordo col sorriso e un fascino magnetico e disarmonico. Una Gioconda 2.0, incorniciata dai margini di uno schermo tv, che spicca su un fondale sempre diverso - l'Australia diffidente di Top of the Lake, il mondo violento di The Handmaid's Tale (guarda la video recensione), gli uffici di Mad Men, l'America criminale di Old Man & the Gun - nascondendosi di volta in volta in personaggi che potrebbero somigliarle, che potrebbero dire qualcosa di lei, ma che con lei non coincidono mai del tutto. Nata a Los Angeles nel 1982 e cresciuta nel quartiere di Laurel Canyon, lo stesso che ospitò il "clan" di Frank Zappa, Moss è stata allevata fin da piccola nel culto della danza - che ha praticato fino all'età di 15 anni - e della musica: il padre inglese, Ron, era un musicista jazz, mentre la madre americana, Linda, suonava l'armonica in un gruppo blues. Moss è dunque cresciuta, insieme al fratello minore Derek, circondata da strumenti musicali e dalle persone che affollavano la folta "tribù" di amici dei genitori: "A 12 anni non avevo idea di chi fossero i Nirvana o gli Oasis - ha raccontato l'attrice in una lunga intervista al britannico The Guardian - ascoltavo solo Ella Fitzgerald e Gershwin".

Sul palco dall'età di 8 anni, e in tv già a 10 con la serie La famiglia Brock, Moss scelse a 16 la carriera di attrice: a 17 anni ottenne un piccolo ruolo come figlia di Martin Sheen nella serie West Wing - Tutti gli uomini del Presidente, a 19 si trasferì a New York per dedicarsi al teatro e a 23, finalmente, arrivò la svolta.

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